Warriors senza Curry, trio Butler–Payton II–Green decide: battuti i Pelicans
Si parte con mani fredde sotto il 25% per entrambe: senza Stephen Curry, è Jimmy Butler a reggere l’attacco di Golden State. Con lui in panchina i Warriors faticano, mentre New Orleans chiude il primo quarto avanti sull’inerzia di un rimbalzo offensivo trasformato da Zion Williamson (25 punti, 7 rimbalzi) al buzzer (18-17). Kuminga rientra e ne mette 10, ma la fluidità offensiva resta intermittente. Il Chase Center si accende su una combo di Kevon Looney (tiro dal post alto e tap-in), poi i Pelicans scappano a +10 (29-19). Steve Kerr rischia il “microball” senza lunghi e la scelta paga: sulle letture difensive di Gary Payton II e sull’ordine di Butler, con Moses Moody (11 punti) in ritmo, Golden State piazza un 19-4 che ribalta il match. I 12 punti di GP2 valgono il vantaggio all’intervallo (42-38).
Ripresa di strappi e contro-strappi: Saddiq Bey (19 punti, 7 assist) e Zion puniscono le amnesie dei Dubs con un 7-0 per il sorpasso (62-61). Brandin Podziemski (15 punti, 6 assist, 5 rimbalzi) e Buddy Hield riaccendono i Warriors, ma alla terza sirena tutto è aperto (73-72). In avvio di quarto periodo, triple in sequenza di Will Richard e Jonathan Kuminga ridanno l’inerzia a Golden State, subito rintuzzata da Jeremiah Fears (16) e dallo stesso Bey: equilibrio sul 87-86. Serve il marchio di fabbrica: tre sequenze difensive d’élite di Draymond Green su Zion. Dai due stop nascono un dunk, un lay-up e una tripla di Gary Payton II, servito da Butler, che chiudono un 12-0 e spianano la strada. Nel finale i Warriors firmano anche un 14-2 complessivo, con Butler a gestire ogni possesso e GP2 a punire la difesa di New Orleans. Vittoria di sostanza per Golden State, che evita la beffa contro una squadra in difficoltà e ritrova identità nella metà campo difensiva.