In corsa per MVP e DPOY, Victor Wembanyama vuole arrivare a 65 partite
Victor Wembanyama sta attraversando una fase insolita per i suoi standard: due partite consecutive con un impatto offensivo ridotto, cosa che ormai capita di rado. Anche a Brooklyn si è fermato a 12 punti, con poche conclusioni prese e nessuna necessità di forzare, visto che gli Spurs hanno controllato la gara dall’inizio alla fine. Era successo lo stesso contro Toronto, con identico bottino e percentuali simili. Come ha spiegato il coach Johnson, si tratta più che altro di tiri sbagliati che solitamente mette, un calo legato alla stanchezza accumulata: quasi 60 partite giocate, avversari molto fisici, viaggi continui e una pausa All-Star che per lui è stata tutt’altro che riposante.
Il giorno precedente, lo stesso Wembanyama aveva ammesso di aver sofferto la mancanza di sonno e di energie dopo un weekend di Los Angeles particolarmente intenso. Ma il francese non può permettersi di rallentare troppo: la corsa all’MVP non gli lascia margini per tirare il fiato. «So di essere nelle discussioni per l’MVP, è uno dei miei obiettivi. E il principale argomento a favore è il successo della squadra. Questa è la priorità. Ma so anche che dovrò spingere di più nelle ultime partite per conquistare questo titolo», ha spiegato.
Oltre all’MVP, c’è un altro traguardo che pesa: le 65 partite minime per essere eleggibile ai premi individuali, dal DPOY ai quintetti All-NBA. Wembanyama sa di non avere molto margine: ha già saltato 14 gare, ma può contare sul “bonus” della stagione da 83 partite degli Spurs, dovuta alla NBA Cup. «È qualcosa che ho spesso in mente. Subito dopo la responsabilità verso la mia squadra: essere presente, non giocare a metà. Se sono disponibile, devo esserlo al 100%. È molto importante per me», ha detto.
L’anno scorso si era fermato a 46 partite per la trombosi venosa profonda, dopo le 71 della stagione da rookie che gli valsero il premio di matricola dell’anno. Non raggiungere la soglia delle 65, e quindi rinunciare ai premi, sarebbe qualcosa che potrebbe rimpiangere più avanti nella carriera. «Mi mancherebbe qualcosa. Potrei pentirmene se non giocassi queste 65 partite», ha ammesso.