THE SWEATER GAME: 27 febbraio 1985: la partita del maglione
St. John’s ha chiuso il 25 febbraio 2026 la sua serie di vittorie consecutive, cadendo contro UConn (40-72). Non è riuscita così a continuare l’inseguimento alla storica striscia del 1985 di ben diciannove partite, chiusa con una partita passata alla storia della NCAA. Oltre diciannovemila spettatori erano presenti al Madison Square Garden e milioni davanti ai televisori per la sfida tra le due grandi potenze della Big East, le prime due del ranking NCAA all’epoca, St. John’s (1) - Georgetown (2), ovvero Lou Carnesecca contro John Thompson o, se preferite, Chris Mullin contro Patrick Ewing. C’erano tutte le componenti per uno spettacolo unico: personalità, giocatori, passioni, sana rivalità sportiva.
Erano i giorni della “Hoya paranoia” con John Thompson e la sua presenza naturalmente intimidatoria a bordo campo. Dall’altra parte SJU, Lou Carnesecca, “the quintessential lovable new yorker”, non serve neppure la traduzione, basta ricordare la famosa definizione di Jim Calhoun, leggendario storico coach di UConn: “Non so se c’è qualcun altro allenatore come lui, nessuno odia Lou. Se ti piace il basket, ti piace Lou. Se ti piacciono i bambini, ti piace Lou”.
C’erano tutti gli ingredienti per un grande spettacolo sportivo, ma la scena era dominata da un maglione. Looie lo aveva indossato, poi tolto durante la gara e rimesso nuovamente nella sfida precedente contro G’town, del 26 gennaio precedente, pochi secondi prima che Mullin centrasse il “buzzer beater” vincente.
La storia, però, era cominciata prima. Il tecnico di Pontremoli aveva ricevuto due ”ugly sweater”, da sua definizione, l’autunno precedente da Vittorio Tracuzzi, al termine della permanenza di due settimane del tecnico dell’Italia femminile a New York. Erano finiti in un armadio ma, quando ha tirato fuori uno dei due, per fronteggiare influenzato gli spifferi del palazzetto di Pittsburgh, il maglione è diventato, piano piano, il protagonista assoluto. “Pensavo di essere un grande stratega, un maestro di tattiche e invece mi dite che il merito è del maglione, è persino entrato nella HoF prima di me”. Avrebbe poi scherzato Lou, maestro di autoironia.
Quella sera, però, John Thompson fu il protagonista di un colpo di scena, passato alla storia, che riuscì a umanizzare definitivamente la sua immagine, a far uscire la sua vera natura. “Era di buona pasta” avrebbe potuto dire Lou, il suo massimo complimento per una persona, solito omaggio alla Lunigiana con un’espressione tipicamente italiana e contadina. John si procurò una copia del maglione, la indossò sotto la giacca, che teneva chiusa per celare la sorpresa. Prima dell’inizio della sfida, andò verso Lou e si sbottonò, proprio davanti a Carnesecca, con indubbio senso teatrale. Entrambi scoppiarono a ridere, tutto il pubblico fece lo stesso. In un attimo la tensione svanì per questo messaggio di amicizia e complicità tra due allenatori così diversi, ma uniti da una straordinaria umanità.
Senza la spinta del maglione, St John’s riuscì a fare ben poco, gli Hoyas s’imposero 85-69, ma il risultato lo ricordano in pochi, quella partita è passata alla storia come “la partita del secolo” per ben altro, proprio come Lou e John. “The sweater”, però, non si è rassegnato. È tornato, indossato dagli allenatori della Big East nel primo turno di partite dopo la scomparsa di Carnesecca il 30 novembre 2024. Rick Pitino, coach di SJU, indossò una replica, ma gli altri ripresero alcuni disegni degli “sweater” indossati dal tecnico originario di Pontremoli negli anni seguenti. È mancato solo il commento di Lou, peccato perché sarebbe stato indimenticabile.
Tutto questo e molto altro viene raccontato nel volume bilingue di Lorenzo Mangini, “Lou Carnesecca Da Pontremoli a New York” di Erga Edizioni. Lorenzo, genovese di 59 anni, si è innamorato della palla a spicchi grazie a una esperienza nel minibasket nella palestra di Via Cagliari con il CAP Genova guidato dall'indimenticato Luciano Bertolassi (allievo di Lou Carnesecca nello storico clinic di Roma), passata soprattutto a guardare gli altri dalla panchina. Nell’opera sono stati inseriti dei VCode “aperti”, con immagini e video degli eventi celebrativi su Carnesecca, in Italia e in America. Disponibile nelle migliori librerie e su Amazon
https://www.amazon.it/Lou-Carnesecca.../dp/883298654X - versione italiana
Amazon.it: Lou Carnesecca: From Pontremoli to New York - Mangini, Lorenzo - versione inglese