La Sidigas ha deciso: addio a Dragovic

Ignerski un possibile obiettivo. Hayes verso il recupero: "Chimica e difesa, questi i segreti per essere competitivi"
13.11.2013 13:38 di Massimo Roca   Vedi letture
Fonte: Il Mattino
La Sidigas ha deciso: addio a Dragovic

Avellino-Caserta sarà sfida verità ma dopo il derby qualcosa è destinato a cambiare su uno o entrambi i fronti. La Sidigas è reduce dalle due battute d’arresto in terra lombarda che non gli hanno consentito di recuperare il passo falso iniziale contro Pesaro. Gli unici due punti conquistati finora dai marchigiani, ora in pieno basket mercato, sono quelli che avrebbero consentito agli irpini di approcciarsi alla gara di sabato con un animo più sereno. Se Avellino non vuole essere la delusione del campionato, Caserta ha dovuto accantonare l’idea di essere la sorpresa del torneo. Dopo gli illusori due successi iniziali, sono arrivate tre sconfitte e le turbolenze interne connesse al caso del play americano Hannah, prima escluso poi riaggregato. Proprio Avellino sta valorizzando i play altrui: dopo Clark e Ragland sabato potrebbe esserci “il ritorno di Hannah”. Il rifacimento di una canzone di Gigi D’Alessio? Vitucci se lo augura così come spera di avere di nuovo un Lakovic in una condizione accettabile che sia determinante nei momenti clou della gara. La società è in ogni caso pronta a rompere gli indugi per modificare l’assetto iniziale. Se il discorso esterni è rientrato dopo le prestazioni di Dean e Richardson, sembra essere segnato il destino di Dragovic. La prossima settimana, indipendentemente dal risultato di sabato, ci sarà l’avvicendamento già annunciato da qualche settimana. Il ballottaggio è tra due giocatori europei di cui uno solo al momento free-agent. Top secret i nomi, da escludere la pista dell’ex Szewczyk, ancora convalescente, è stato offerto un altro polacco, Ignerski, che dopo l’ottimo inizio di campionato, a sorpresa non è stato confermato da Roma.Il colpo a sorpresa potrebbe essere Dragicevic, ex Biella, attualmente in Turchia all’Efes “a gettone” per sostituire l’infortunato Gonlum. Intanto in vista del derby vanno verso il recupero sia Ivanov che soprattutto Hayes. L’americano è tornato ieri sul parquet dopo aver saltato il match del Pianella per un colpo ricevuto al pollice della mano destra. L’ex stella di Washington è uno dei protagonisti attesi del campionato di cui esprime un giudizio positivo dopo le esperienze nella lega turca, russa e israeliana. “E' un campionato abbastanza competitivo, i tifosi sono fantastici ed in ogni posto in cui giochiamo c'è il tutto esaurito. Il livello delle squadre è molto alto e sarà sempre più competitivo nel prosieguo”. Hayes è in attesa di una definitiva esplosione, così come la Sidigas. L’alternanza nel ruolo di “tre” e di “quattro” non lo condiziona: “No, anzi. E' un modo per dimostrare la mia versatilità, sia in attacco che in difesa. A questa squadra non penso manchi qualcosa se non la chimica che dobbiamo cercare continuando a lavorare insieme. Dobbiamo allenarci e giocare come una cosa sola. Abbiamo bisogno di questo per essere competitivi”. La Scandone si è dimostrata troppo legata al tiro dalla lunga distanza ed incline ad accontentarsi della prima opzione offensiva come dimostra il dato asfittico dei tentativi dalla lunetta: “Le statistiche vanno sempre prese con le pinze e non sempre dicono il vero. Io non ne faccio una questione di percentuali alte o basse. Non credo che siano davvero determinanti in una partita. Penso che sia più importante difendere duro e badare meno a queste cose che si sistemeranno di conseguenza”. Una scelta consapevole quella di venire in Europa ma l’Nba non si dimentica. “E' chiaro che, qualora ci dovesse essere la possibilità di tornare, lo farei assolutamente”. Il solito appeal di Avellino ha fatto presa anche su Hayes: “Mi trovo molto bene. La città è piccola e a me piace molto. I tifosi sono super e vivono per il basket. E' sicuramente un ottimo posto. Ognuno vive lo sport a suo modo. Sono sicuramente due modi diversi di concepirlo. Non porterei niente dell'NBA in Italia e viceversa. Meglio lasciarli così come sono”.