Voglia di scudetto, Gentile sulle orme del padre

Fonte: La Repubblica (edizione Milano)
Alessandro Gentile
Alessandro Gentile

Nel nome del padre, 16 anni dopo. Dallo scudetto di Nando, mente di un'Olimpia spuria, trapiantata da Trieste con l’etichetta Stefanel e guidata sul parquet dalla mente mancina del playmaker casertano. All'assalto al titolo dell'Armani di Scariolo, del braccio armato dello scugnizzo Alessandro, 19enne ala dal fisico bestiale e dal cuore di ghiaccio. Si comincia stasera, dai quarti di finale contro l'Umana Venezia (Forum, ore 20.30) e poi ogni due giorni al meglio delle cinque partite. Da Gentile a Gentile. Ma non ditelo ad Ale. Non è freudiano complesso si Edipo, il suo: solo sconfinata fiducia nei suoi mezzi.

Gentile, quante volte ha ascoltato da papà la storia dello scudetto 1996? E quante volte ci ha pensato?
«Non ci penso. Cerco solo di raggiungere il massimo risultato, oggi».

Nessuna difficoltà a convivere con quel nome?
«No. Mai avute e non vedo perché dovrei averne. In campo ci vanno i giocatori, non i cognomi».

Parliamone, del giocatore Alessandro Gentile. Stella nelle giovanili, esploso e stellina aTreviso con la Benetton, in rampa di lancio qui. Mezzi atletici, creativo, tosto, anche in difesa, tiro e continuità da migliorare. Corretto?
«Più o meno. So che devo migliorare un po' in tutto, non c'è una caratteristica sulla quale non debba lavorare.  A che punto sono nel mio percorso lo diranno questi playoff».

Ai quali l’Armani arriva con una dote di otto vittorie consecutive. C'è un segreto in questo momento magico?
«Stiamo giocando bene insieme, tutto qui. Certo, lapausa di 11 giorni tra la fine della stagione regolare e l'inizio dei playoff non è arrivata nel momento ideale. Ma è arrivata per tutti, percuinessun problema».

Milano è la squadra che, delle otto qualificate ai playoff, ha il bilancio migliore contro le altre sette. Motivo di fiducia in più?
«Sappiamo che possiamo competere con tutti. Lo abbiamo dimostrato anche in Eurolega, quest'anno, abbiamo vinto su campi molto difficili, la convinzione nei nostri mezzi non manca».

Con Venezia avete un record di 2-0 in stagione. Turno comodo?
«I playoff non tengono conto di quanto successo prima. Si azzera tutto .Eia Reyer è stata la squadra rivelazione del campionato. Sono ben costruiti, ben allenati, ma noi siamo carichi».

Dall'altra parte del tabellone c'è Siena. Tra la semifinale di Coppa Italia e la sconfìtta nel girone di ritorno successe di tutto: polemiche arbitrali, la foto dei tre fischietti in maglia Mps pubblicata sul suo Twitter, che le costò una giornata di squalifica, la gomitata in faccia presa da Stonerook. Ha voglia di rivincita?
«Si è parlato anche troppo di quelle vicende. Non penso a rivincite. Ho solo voglia di vincere lo scudetto. Se siamo pronti, lo dirà solo il campo».

Coach Scariolo usa molto bastone e carota con lei. Le lascia spazio, la sgrida se commette un errore. Che rapporto avete?
«Se sono a Milano lo devo principalmente perché volevo che mi allenasse lui. Mi ha accolto, è un coach prestigioso, ha vinto tanto in carriera e sa come si fa, non devo certo presentarlo io».

Scariolo ripete spesso che Gentile è un patrimonio del basket italiano e va tutelato. Che vuol dire?
«Che purtroppo, nel nostro movimento, si tende a tarpare le ali ai giovani di talento, anche a quelli parzialmente affermati. Se io ho spazio devo ringraziare gli allenatori che mi hanno dato fiducia. E la mia famiglia, che mi ha tenuto tranquillo e coi piedi per terra quando le cose andavano bene».

Segue i playoff Nba? Li sogna?
«Vedo solo insultati, sono concentrato su quelli italiani. Non so dove arriverò in futuro. Ma se penso a un trofeo da alzare, è l'Eurolega. Con la maglia di Milano».


Massimo Pisa

Redazione Pianetabasket.com
autore
La redazione di PianetaBasket.com è composta da giornalisti e collaboratori specializzati. Il portale è un punto di riferimento in Italia per notizie in tempo reale su NBA, EuroLeague, Serie A, mercato, risultati e analisi.