SOCIAL – LORENZO GERGATI SI RACCONTA SU @passionegialloblu

02.05.2020 14:06 di Emiliano Latino   Vedi letture
Fonte: Pagina Instagram @passionegialloblu
Lorenzo Gergati
Lorenzo Gergati

Le famose sette vite dei gatti in confronto appaiono come un bignami da quattro soldi al cospetto della carriera cestistica di Lorenzo Gergati: si parte da Varese e lì si ritorna dopo oltre 15 anni di pellegrinaggio sportivo tra la Lombardia e il Piemonte che ha segnato la crescita del play classe 1984. Figlio e nipote d’arte, cresciuto nel vivaio della Pallacanestro Varese, fa il suo esordio in serie B a Vigevano nel 2002, Lorenzo si racconta in questa intervista concessa alla pagina Instagram @passionegialloblu e ricorda con affetto gli anni passati a Torino con la PMS e soprattutto il suo rapporto con coach Stefano Pillastrini e con Mirza Alibegovic, capitano della Reale Mutua Basket Torino.

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Come e dove stai passando questa quarantena? 

"Questo periodo di quarantena lo sto passando come tutti chiuso in casa da inizio Marzo con la mia ragazza e il mio cane. Per passare il tempo la mattina guardo molte serie tv e il pomeriggio cerco di allenarmi per mantenermi in forma grazie al programma del nostro preparatore fisico."

Cos’hai provato quando hai esordito in serie A con la maglia di Biella?

"Sin da piccolo avevo il desiderio di giocare in serie A e quando ho esordito con Biella era un sogno che si era avverato, erano emozioni indescrivibili. L’impatto è stato sicuramente fortissimo perché da giocare a Varese in B a giocare in A con un palazzetto sempre pieno è qualcosa di incredibile. Ma allo stesso tempo ero sicuro dei miei mezzi perché le esperienze prima di Biella quindi Campus Varese, Robur Varese e Vigevano mi avevano dato una grandissima sicurezza perché volevo sempre continuare a migliorare e alzare il livello."

Che rapporto hai con coach Stefano Pilastrini che ti ha cresciuto prima a Varese e poi alla Pms?

"Il rapporto che ho con Stefano va aldilà del basket perché siamo sempre stati in sintonia fin da subito. Per me è stato l’allenatore più importante di tutta la mia carriera per come mi ha allenato e per come mi ha fatto crescere. Ha sempre provato ad avermi in ogni squadra che lui allenava: mi aveva chiamato per andare a Montegranaro ma avevo scelto Biella, successivamente mi aveva richiamato dopo le esperienze a Pavia e a Lumezzane, per andare a Varese e quella volta non ci pensai 2 volte. È sempre stato un inseguire l’un l’altro ed è stato fantastico essere allenato da lui perché ho sempre percepito una fiducia incredibile."

Com’è stata l’esperienza alla Pms?

"È stata un’esperienza molto bella e particolare per me perché sono arrivato a Torino quando era da tantissimo che mancava la pallacanestro ad alti livelli infatti eravamo partiti dalla B ed era un grande peccato perché Torino come città aveva e ha un potenziale incredibile. Da quando sono arrivato però è stato un continuo crescendo perché gli spettatori erano sempre di più e la passione per il basket stava diventando sempre più importante: per questo sono orgoglioso di aver fatto parte della crescita cestistica di Torino e di aver fatto parte alla vittoria del campionato di B e di A2. Il mio rapporto con la città sarà per sempre speciale perché fin da subito avevo legato con i tifosi, con la società, con lo staff e con i miei compagni quindi Torino rimarrà per sempre nel mio cuore."

Che ricordi hai della promozione in A1?

"Sicuramente i ricordi che ho di quella promozione sono tutti assolutamente positivi. Ero molto felice dopo la finale con Agrigento perché avevamo riportato una squadra come quella di Torino nel campionato in cui meritava di stare. La cosa che mi ricordo di più era la tensione che provavamo quando eravamo andati 1-1 ad Agrigento perché loro avevano la possibilità di chiuderla in 2 partite. Avevamo perso gara 3 e quindi loro avevano il match point per salire in A1 invece noi siamo stati bravi a batterli in gara 4 portando la serie sul 2-2 per poi batterli in casa a Torino."

Che emozioni hai provato ad essere capitano a Mantova?

"Essere capitano è una cosa molto importante e mi ha reso molto orgoglioso esserlo di una squadra importante come quella di Mantova.

Devi assumerti molte responsabilità perché devi essere pronto mentalmente visto che sei un punto di riferimento sia per i tifosi sia per i giocatori ma anche per lo staff e per la società. Bisogna essere sempre presenti soprattutto nello spogliatoio e in campo perché devi essere positivo e aiutare i compagni quando sono in difficoltà ma a me questo è riuscito abbastanza bene perché è sempre stato nella mia indole l’essere positivo e assumersi le responsabilità."

Come sono stati i 2 anni che hai trascorso a Tortona?

"Tortona è stato un altro capitolo bellissimo della mia carriera perché è un’altra società molto seria e organizzata ed è in crescita continua. Mi sono trovato molto bene il primo anno dove abbiamo vinto la Coppa Italia con un gruppo fantastico guidato da coach Pansa che è stato eccezionale nel lavoro che ha fatto. È stato fondamentale anche l’arrivo di Mirza Alibegovic che ha alzato il livello della squadra fin da subito.

Il secondo anno invece non è stato come il primo perché il gruppo non era coeso ed era costruito male quindi non è stato facile sia per me ma soprattutto per la squadra in generale infatti non abbiamo portati risultati di un certo tipo anzi, abbiamo rischiato di retrocedere."

Come descriveresti il tuo rapporto con Mirza Alibegovic?

"Conosco Mirza dai tempi di Brescia e sin dall’inizio abbiamo instaurato un rapporto eccezionale. È una persona splendida e la cosa che mi piace di più di lui è la sua personalità perché è una persona vera senza filtri nel bene e nel male. A livello professionale è un grandissimo giocatore che migliora anno dopo anno con un grandissimo talento e sono contento per lui che abbia trovato una dimensione come quella di Torino. Da Brescia ha imparato tantissime cose perché sta iniziando a capire che prima di se stesso c’è la squadra e per migliorare e giocare in una squadra vincente deve aiutare i suoi compagni e questa cosa a Torino la sta facendo molto bene.

Che cosa ne pensi del progetto targato “Basket Torino”? 

"Il progetto è molto interessante ed è importante che Torino ci sia di nuovo perché quando avevo saputo del fallimento ci ero rimasto molto male visto che aveva raggiunto l’Euro Cup ed era arrivata a un livello molto alto. Il mio augurio che mi sento di dare è che torni di nuovo a competere nel campionato di A1 lottando per obbiettivi importanti e perché no, magari guidata proprio da capitan Mirza."

"Un abbraccio a tutta la gente di Torino!"