Arpaia ci racconta la Forlì del futuro
Roberto Arpaia, lei è il direttore sportivo della Vem e storicamente l’anima dirigenziale della FulgorLibertas. Archiviata una partita come quella del PalaDozza, cosa le resta?
'L’immagine dei nostri tifosi, veramente tantissimi. Erano anni che non si vedevano scene del genere in trasferta'.
Una consacrazione?
'Un noto politico bolognese, ma non dirò chi, durante la partita ha detto: pensavo che questa Forlì fosse una squadretta e invece è uno squadrone'.
E il merito di chi è?
'Di tutti, di tantissimi. Abbiamo fatto tanti passi piccolini. E questo, per il momento, è il massimo che abbiamo raggiunto'.
Qual è la differenza tra questa Vem e le altre?
'Il fatto che stavolta abbiamo aggiunto un innesto'.
Lestini le sarà costato meno di Evangelisti, ricorda?
'No comment'.
Comunque a inizio l’impressione era che avreste preso uno di sicuro, poi si era fatta dura. Avete avuto paura di rimanere col cerino in mano?
'No no, sapevamo già ad agosto che avremmo preso qualcuno. E avevamo due o tre nomi buoni'.
Crede che questo sia un segnale positivo anche per la squadra?
'Assolutamente sì'.
E adesso?
'Dobbiamo arrivare a posto. Perché poi, storicamente, nei playoff abbiamo avuto problemi di infortuni'.
La Vem ha dimostrato di essere più forte della Fortitudo, sul campo. Almeno finora.
'Direi più profonda'.
E la società Vem ha dimostrato di essere più forte di quella biancoblù?
'Non entro nelle faccende economiche... Ma a parte questo no, non possiamo pensarlo. Loro hanno giocato l’Eurolega. Al confronto siamo dei pulcini. Ma stiamo cercando di attrezzarci'.
Ecco, appunto. Non è un mistero che si parli di Nicola Alberani.
'Alberani è uno dei nostri, e non è il solo, potrebbe presto entrare un altro imprenditore. Ecco, diciamolo: non c’è nessun feudo, nessuna roccaforte'.
Cosa intende?
'Che qui c’è posto per tutti. Lo ripeto: c’è posto per tutti. Se finora non è successo, è stato perché la crisi ha reso tutto più difficile'.
Alberani sarà solo un imprenditore o avrà anche un ruolo tecnico?
'L’uno e l’altro. Ha sia la disponibilità economica che le capacità tecniche'.
L’acquisto che benedice di aver fatto?
'Tutti, tutti. Chi ancora vi sembra un po’ acerbo si farà, vedrete'.
La partita di Villani domenica è frutto della vostra pazienza?
'Ma Villani è uno di famiglia! Lei non avrebbe pazienza con uno di famiglia?'.
Personalmente, la vittoria di domenica è stata l’emozione più grande?
'Per fortuna dopo tanti anni so controllarmi'.
Due filosofie: giocare i playoff ai Romiti o al PalaCredito di Romagna?
(Aida, ndr). Altrimenti... Sempre al PalaCredito!'.
Addirittura? E che fine ha fatto la FulgorLibertas prudente e fedele alle tradizioni?
'Ma ora abbiamo i numeri e il pubblico per andarci'.
Marco Bilancioni