HD23_Original: te lo dò io il calcagno!

Pronta smentita del play della Mens Sana alle insinuazioni della carta stampata
21.07.2013 12:44 di Umberto De Santis   Vedi letture
HD23_Original: te lo dò io il calcagno!

Daniel Hackett supera le visite mediche della Nazionale prima di cominciare il raduno di preparazione agli Europei, e subito si scatena su Twitter sulla presunta querelle del calcagno che da piccolo infortunio diventa mediaticamente un grosso problema: "Problema al calcagno??? Calcagno de che???" seguito da "Basta di scrivere stronzate gente! La verita' e' altra! Non cado nel vostro giochino". Che gli atleti abbiano continuamente qualche difficoltà è cosa ovvia, visto gli sterss fisici a cui sono sottoposti ... poi c'è chi ha bisogno dello scoop a tutti i costi e allora Parigi val bene una messa!

I passaggi più interessanti della intervista concessa a La Repubblica sono: 'Io sono un giocatore di Siena. Stanno bussando alla porta, valuteremo. Oggi dico 80% Siena, 20% tra NBA e l'Europa.

Milano? É giusto che l'Olimpia si dia una sua impronta. Ma se fossi stato fre agent avrebbero detto cose diverse.

Nazionale? Sarò al raduno. Farò fisioterapia potrebbe servire un mese, spero meno.

NBA? Dallas mi voleva subito dopo le finali. Ma ero cotto. Il dialogo resta" rivelando un invito a giocare la Summer League.

Daniel racconta di come ha raccolto l'invito del padre a trasferirsi negli USA per studiare e giocare a basket, visto che, come figlio di un cestista, la scelta fosse quasi obbligatoria. E con l'approvazione della madre, seppur separata da Rudy Hackett: "Gli europei sanno giocare, ma non sono atleti, dicono in America" e chi ricorda la stazza fisica di Toni Kukoc prima e dopo i Chicago Bulls ha subito un'idea precisa di cosa si sta parlando.

Il ragazzo tranquillo, ma di carattere forte si riconosce nella storia con Mayo, compagno a Southern California, che gli ruppe la mandibola: E' una ferita ancora aperta, quel gesto mi ha devastato dopo l'anno da rookie a USC. A novembre tornai che ero uno stecchino (un mese e mezzo mangiando con la cannuccia, ndr), imbarazzato dalle viti che uscivano dalla faccia. Mi piacerebbe ritrovarlo in campo".