Cantù, Sandro Santoro conferma: «Noi ancora sul mercato, ma...»
Il General Manager della Acqua San Bernardo Cantù Sandro Santoro ha confermato a Il Giornale di Cantù che la società è ancora attiva sul mercato in cerca di un giocatore comunitario che prenda il posto di Ife Ajayi, il quale ha diverse richieste in A2. "Sì, siamo ancora in movimento e stiamo cercando il miglior giocatore europeo possibile che graviti in quel ruolo. Fino a quando non lo troviamo però dobbiamo avere fiducia in Ife, che è a disposizione. A volte i migliori giocatori sono quelli che hai già e riesci a migliorare. Anche in questo caso però non possiamo fare attendismo. I profili che stiamo valutando sono giocatori in grado di cambiare la verità della squadra", commenta Santoro. Cantù non ha più visto da spendere: "Chiaramente il mercato è molto più ristretto, non potendo puntare su giocatori americani. Bisogna attendere la miglior occasione possibile, come è successo con Green e Chiozza. Sono giocatori importanti, che in estate avevano costi per noi non sostenibili. A stagione in corso le cose cambiano e gli equilibri si modificano, anche grazie all'ap poggio della società".
Su Gilyard e Chiozza, Santoro dice: "Vista la sua sostituzione si potrebbe pensare che abbiamo fatto una scelta sbagliata. Il cambio, in realtà, non significa che Gilyard sia un cattivo giocatore, anzi, si presentava con credenziali importanti e in quel momento la convinzione era quella di aver fatto la miglior scelta possibile. Poi è il campo a dare il suo verdetto e abbiamo trovato delle difficoltà. Tutto questo, ovviamente, senza nulla togliere alla professionalità o a l l'impatto positivo all'interno del gruppo del giocatore. Semplicemente la decisione è stata frutto di una serie di riflessioni, anche dopo l'arrivo di Erick Green. Chiozza? La partita di Trieste ha dato sensazioni positive. Chiozza sta recuperando e ci vorrà qualche settimana perché ritorni nella migliore condizione fisica".
Ora Brescia, poi altre quattro partite prima della sosta con Reggio, Venezia, Cremona e Trento: saranno decisive? "Non possiamo pensare troppo avanti. Partiamo dalla partita contro Brescia, dobbiamo iniziare a mettere un mattone, senza guardare il colore della maglia o il nome scritto dall'altra parte. Poi valuteremo le partite successive, assumendoci la responsabilità della situazione, del fatto di essere in pericolo".