LBF A1 Techfind: Martina Crippa, la vincente silenziosa, girl to go...

La guardia del Famiila è l'esempio del "go to guy" al maschile ed a 31 anni è arrivata al terzo scudetto personale, il secondo con Schio
12.05.2022 07:55 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
LBF A1 Techfind: Martina Crippa, la vincente silenziosa, girl to go...

Questo è stato il mio terzo scudetto dopo quello a Lucca, quello del 2019 a Schio e quello di pochi giorni fa. Impossibile dire qualche sia stato il più bello perché ogni vittoria ha un lato particolare” – Chi parla così è Martina Crippa, guardia classe 1989 da Sesto San Giovanni, in forza al Famila Wuber Schio. Miss Utilità-  che ha accettato di parlare con Pianeta Basket -  perché sa far bene tante cose e riesce spesso ad essere decisiva senza aver bisogno della luce dei riflettori puntata addosso.

E che solo in occasione di prestazioni balistiche particolare ottiene il giusto riconoscimento ad un lavoro che gli addetti ai lavori apprezzano saltando sulla sedia ogni volta mentre al grande pubblico va spiegato. Sette punti e sette rimbalzi, 1 palla recuperata e 3 assist sembrano il tabellino normale di una giocatrice normale: invece sono il tabellino di Crippa in gara 4 di finale scudetto, quella decisiva, con i punti arrivati prima a fissare il massimo vantaggio di Schio nella partita, cinque di seguito, 36 a 57 e poi subito il 36 a 59 e poi a chiudere la contesa sul 67 ad 84 anche se poi Barberis ha fatto il 69° punto per Bologna. Il tutto cercando di limitare Cecilia Zandalasini che è uscita da quella gara con 2 su 12 dal campo, 3 rimbalzi, 2 assist. La classica giocatrice che tutti vorrebbero nella propria rosa.

Io questo non lo so - si schernisce Martina - mentre so con certezza che ogni giorno vado in palestra per allenarmi a meglio delle mie possibilità, conosco i miei limiti, lavoro per andare oltre e perfezionare le cose che già so fare”.

Però la capacità di saper fare la difesa giusta, il tiro giusto, di mettere la mano al posto giusto al momento giusto sono cose d’istinto o che si imparano?

Io credo che un po' d' istinto ci sia ma anche che ci si possa lavorare su, tanto in allenamento quanto in partita dalla panchina guardando quello che accade nello svolgimento della gara per essere subito pronta una volta chiamata in campo”.

Nata a Sesto San Giovanni, Martina ha iniziato a giocare nel GEAS, per poi trasferirsi a Taranto per un anno e per quattro a Lucca prima di arrivare nel 2018 a Schio. Torniamo ai suoi tre scudetti. Ce li racconta?

Quello di Lucca è stato importante perché arrivato alla fine di un percorso di 4 anni di crescita della squadra – Martina era la capitana, ndr – quindi il coronamento di un sogno, battendo in finale Schio. Quello del 2019 è stato combattuto come lo sono tutte le partite di playoff con Ragusa e quello di quest’anno, sofferto anche perché forse siamo arrivate un filo stanche dopo tante partite, compresa l’Euroleague, nonostante il roster lungo”.

In effetti il Famila tra Campionato, Coppa Italia, Euroleague Women  ha giocato 56 partite in una stagione non facile anche per le motivazioni legate al Covid ed ai recuperi delle partite saltate.

Abbiamo avuto qualche problema, ma la forza del nostro gruppo e della nostra società s’è vista in quei momenti: siamo sempre state tutte e tutti molto ben focalizzati sui nostri obiettivi ed abbiamo continuato a lavorare duramente per riprenderci ed arrivare in fondo”.

Rispetto agli scorsi anni il gioco di Schio è un po' cambiato in questa stagione, è sembrato più frizzante, è così?

Non so se sia la parola giusta ma è vero che qualcosa è cambiato. La pressione difensiva è rimasta la stessa se non si è alzata addirittura per essere la base di un gioco veloce con la ricerca del contropiede in prima battuta e poi con tante opzioni in attacco, avendo una rosa completa per poter fare quasi qualunque cosa. Ma la difesa è la base di ogni nostra azione”.

Parliamo di giocatrici, quelle che l’hanno ispirata, quelle che le son piaciute di più, quelle che ha fatto più fatica di tutte a difendere?

Sicuramente mi hanno ispirato tutte le italiane che giocavano quando ero piccola e quando mi avvicinavo alla serie A1. Poi il primo anno nella massima serie col Geas ho avuto come compagna Ticha Peniquero, una guardia portoghese che mi ha impressionato molto dentro e fuori del campo e che nel 2005 ha vinto il titolo Wnba. La più difficile da marcare è stata Alexandra Quigley, nel primo anno a Schio che ogni allenamento mi trovavo di fronte. Anche lei ha vinto un titolo in America nel 2021”.

Il futuro di Martina Crippa qual è visto che per adesso è senza contratto?

Non lo so. Ora mi prendo un po' di riposo, vacanze e queste cose qui.  Poi mi rimetto a lavorare come ho sempre fatto per farmi trovare pronta, quindi palestra, pallone, difesa, corsa, tiri da tre. Ora non so cosa mi riserva il futuro ma non sono così ansiosa di saperlo”.