LBF A1 Techfind: veramente è Romeo il problema della Oxygen Roma?

La classifica si sta aggiustando per la compagine romana e ppure dentro al gruppo permangono segnali di insofferenza che andrebbero spiegati
02.04.2024 11:22 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
LBF A1 Techfind:  veramente è Romeo il problema della Oxygen Roma?

L’immagine di Vincenzo Di Meglio e Nicole Romeo che discutono per almeno un minuto prima della ripresa della partita tra Oxygen Roma e Alama San Martino di Lupari, la sera della vigilia di Pasqua, è sfuggita a molti. I due hanno cominciato parlandosi nelle orecchie fino a chiudere la discussione con il rispettivo dito indice puntato in faccia all’altro come a dire…mah chissà cosa si son detti ma non doveva essere niente di piacevole dal modo in cui il coach è tornato verso la panchina e la giocatrice è andata a fare il riscaldamento.

La partita l’ha vinta la Oxygen dunque come si dice a Roma chissenefrega – tutto attaccato – magari ogni volta una bella discussione e poi i due punti. Magari fosse così semplice. Il cammino della squadra romana, presentatasi al suo primo campionato di A1 gridando ai quattro venti che avrebbe fatto i playoff, ha passato momenti durissimi, tra infortuni ed incomprensioni, logistica e totale dipendenza da altri per gli orari degli allenamenti e quant’altro. Ha sempre vissuto, la squadra, in quella fascia della classifica tra playout e nono posto quello che garantisce la salvezza senza post season dopo il 20 aprile, data di chiusura appunto della prima parte.

Ora la Oxygen è appunto al nono posto con 16 punti a soli due dalla coppia San Martino, Sassari a quota 18. Con le sarde c’è la differenza canestri a favore con San Martino no. I playoff sono tornati un obiettivo possibile a patto che la squadra vinca a Faenza e con Brescia e si combinino un paio di altri risultati favorevoli. Con le due vittorie citate (le altre partite sono con Schio e Venezia) il nono posto dovrebbe essere al sicuro. Però…

Nonostante questa situazione di classifica qualcosa si agita dentro la rosa romana. Tornando all’immagine di Di Meglio e Romeo che discutono in mezzo al campo nell’intervallo di sabato 30 marzo c’è da chiedersi: ma sarà mica Nicole Romeo il problema di una squadra che non ha trovato la sua identità e che solo a sprazzi riesce ad esprimere il suo potenziale offensivo importante?

Il cambio di ruolo della giocatrice italo-australiana a metà campionato ha prodotto una notevole diminuzione della sua pericolosità offensiva perché dipende molto dalle sue compagne che non sempre leggono i suoi movimenti per liberarsi per un tiro o quando si trova sola sotto il canestro avversario. In più essendo ormai al quinto anno in Italia, tutte le squadre che giocano contro Roma la conoscono bene e dunque arrivano preparate con raddoppi o certe volte con tre giocatrici che la vanno a chiudere quando ha palla in mano così che diventa tutto più difficile.

Eppure Nicole Romeo viaggia ad 11.1 punti di media, la terza dopo Dongue e Kalu, e soprattutto a quasi 4 assist di media a partita, di gran lunga la migliore della squadra nella statistica che indica quanto una giocatrice ami far fare canestro alle compagne (la foto di copertina la vede impegnata a cercare Kalu). La difesa non è il suo forte? Vero non lo è mai stata, ma lo si è sempre saputo - e comunque l'impegno è sempre massimo specie se lavora sulle linee di passaggio per cercare un anticipo -  dunque al momento di chiamarla in rosa si doveva prevedere e dunque organizzarsi di conseguenza, anche perchè non si può chiedere ad un'atleta a 34 anni di cambiare improvvisamente e così decisamente attitudini. Va appena ricordato che proprio a Ragusa, Romeo ha fatto una finale scudetto, tre semifinali ed ha vinto una Coppa Italia e che nelle 19 partite in Nazionale ha segnato una media di 8, 1 punti partendo dalla panchina.

Insomma davvero il problema della Oxygen Roma Basket è Nicole Romeo? Non scherziamo.