Cosa ci può insegnare questa Coppa Italia verso il gran finale della stagione 2020-21

16.02.2021 08:45 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Cosa ci può insegnare questa Coppa Italia verso il gran finale della stagione 2020-21

Il minimo comune denominatore tra l'epopea della Montepaschi Siena e quella che potrebbe aver cominciato con questa Coppa Italia l'Armani di Ettore Messina è nella debolezza del resto del movimento, non nella forza (differente) delle due protagoniste nell'essere a modo loro le "schiacciasassi" della pallacanestro italiana.

Nella quattro giorni delle Final Eight, soprattutto in televisione, abbiamo sentito parlarci più volte di questo paragone superficiale che forse solletica il pubblico e la audience, ma per fortuna i commenti del lunedì della carta stampata molto più ragionati e non ne fanno cenno. E a buona ragione.

La Mens Sana del 2006 nasce con un allenatore debuttante, Simone Pianigiani, e un gruppo di belle speranze fondamentalmente rimasto lo stesso per sei anni. La sorte vede in contemporanea l'uscita di scena di Benetton, della Fortitudo Bologna e il ridimensionamento dell'altra felsinea, la Virtus verso un gereale scadimento di qualità della pallacanestro nazionale.

Il budget a disposizione di Minucci è di circa 13 milioni, e all'epoca è probabilmente (per una volta andiamo a naso) il doppio della numero due. Nelle carte del rinvio a giudizio per il processo TimeOut non si leggono di operazioni a nero per stipendiare giocatori (i vari McIntyre e Stonerook, o i Kaukenas non sono ancora stelle di grandezza europea) almeno fino al 2010.

Lo scudetto 2006-07 arriverà dopo grandi tribolazioni come i due cappotti contro l'Unics Kazan in Coppa Uleb dei gemelli Lavrinovic (-43 in Russia) o l'eliminazione in Coppa Italia per mano della Lottomatica Roma in semifinale 80-73 (sconfitta a sua volta in finale da Napoli).

Al contrario, questa Olimpia viene costruita richiamando in Italia il coach globetrotter di più alto lignaggio esistente, Ettore Messina. Della sua prima stagione poco possiamo dire a causa della pandemia, ovviamente. Se non che è in costruzione, eredita giocatori, staff e contratti precedenti. 

Ma si possono ingaggiare giocatori esperti e vincenti (Sergio Rodriguez, Luis Scola, Michael Roll) e costruire un roster molto lungo. Certo, a febbraio la Virtus Bologna sembra essere avanti con evidenza di risultati, tuttavia non ci sentiremmo di scommettere su un finale di stagione già scritto come appare oggi quello del 2020-21.

Armani e Dell'Orco in estate portano il budget a 30 milioni, arrivano Leday e Hines ma anche giocatori che possano realizzare in campo l'idea di gioco di Messina in maniera compiuta. Un'idea che prevede l'adesione a un modello di mentalità che le dichiarazioni post-vittoria dei giocatori al Forum sembrano aver perfettamente metabolizzato.

Etica del lavoro, silenzio mediatico, capacità di costituire un blocco granitico sotto la costante supervisione della società sono gli aspetti che possono accomunare le due esperienze di squadra. In questo c'era riuscita forse la Cantù di Trinchieri, mentre hanno fallito le Olimpia di Repesa e Pianigiani lasciando meritato spazio ad alternative.

In tutto questo ci sembra che l'Olimpia abbia quel quid in più che può valere non solo il raggiungimento delle Final Four di EuroLeague. Ad oggi il Barcelona, che ieri lo ha dimostrato prendendosi la Copa del Rey, è l'alternativa più qualificata all'Armani che c'è in circolazione per la conquista del trofeo continentale.

Cosa ci dice la Coppa Italia? Con tutta la buona volontà, anche la Segafredo rimane indietro, in fatto di numeri. Manca un quattro di fisicità impattante e di protezione per Teodosic, Belinelli è un lusso ma si deve ricostruire un'armonia che l'arrivo di Adams aveva involontariamente messo in crisi.

Chissà Venezia se Fotu non si fosse infortunato e Vidmar fosse stato schierato... avremmo visto una gara diversa con Milano?

Sulla Dinamo Sassari concordiamo con Sardara sull'eccessivo aspetto emotivo di Pozzecco che contagia negativamente la squadra. Farsi buttare fuori può esaltare lo spirito dei propri giocatori una, due tre volte poi ti fa venire dubbi, oltre che a influire negativamente da un punto di vista psicologico sui giudizi degli arbitri. Ci vuole un salto di qualità, e l'esempio lo dovrà dare il coach.

In quanto all'idea se questa Olimpia possa davvero aprire uno di quei cicli "irripetibili" con cui la si voleva confrontare con la Montepaschi, molto dipende dagli investimenti della proprietà e dallo stesso Messina.

Un Ettore che da tempo sfodera un carattere più controllato, una diplomazia mai stata così fine ai vecchi tempi (l'infortunio mediatico con l'addetto stampa del Bayern Monaco lo derubrichiamo a eccezione che conferma la regola), un atteggiamento low-profile di mediazione sui problemi che ce lo fa immaginare prossimo presidente della FIP fra quattro anni.

Sempre che non arrivi una legge che permetta a Gianni Petrucci un quadriennio ulteriore e che a 80 anni suonati lo accetti. God save the Queen.