Bar Sport: due parole con Carlo Fabbricatore

Ecco un'altra puntata del dialogo con uno degli opinionisti di Pianeta Basket
28.03.2026 08:40 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Bar Sport: due parole con Carlo Fabbricatore

Fabbricatore è vero che lei non vuole più guardare la pallacanestro?
Sì è vero e non è un momento di rabbia o repulsione. È un ragionamento ponderato. Perché sta diventando finanza. Grandi organizzazioni finanziarie proprietarie di club e tutto sta diventando uno show. Uno show che a me non piace. Anche se comprendo bene come il denaro sia necessario a mandare avanti tutto il circo, però così a me pare esagerato

Si riferisce alla questione NBA-Europe-Fiba ecc.ecc?
A proposito, siamo sicuri che NBA non stia cercando un altro partner, avendo capito che FIBA potrebbe non esserlo? Forse gli americani stanno facendo dei sondaggi tanto che adesso si parla di un accordo con Euroleague. Ma si può trovare un accordo tra NBA-FIBA ed Euroleague? Mi manca qualche pezzo del mosaico. Temo che sarebbe una tale mediazione da risultare molto difficile da capire

Ma lei spenderebbe 150 euro o 200 per un biglietto della nuova lega americana ed europea?
No. E comunque pare che quelli da lei menzionati sarebbero i biglietti meno cari. Poi c’è un’altra questione. Mark Cuban – proprietario di minoranza dei Dallas Mavericks, ndr -  ha detto che in NBA non contano vittorie o sconfitte, ma solo il guadagno. Siamo sicuri che in Europa abbiamo questa mentalità? A quanti potrebbe piacere? Siamo pronti a vedere una stagione regolare sul tipo di quella NBA che francamente non è molto interessante ad esser buoni. Le squadre che perdono apposta per avere le prime scelte del Draft: qui ci sarebbero le scelte? E come? Si parla di investimenti miliardari, ma in Europa chi se li può permettere? Il Real Madrid forse, ma non sono certissimo

Dalla scrivania al campo: Milano ha riaperto una porticina per i play in dopo aver battuto la Virtus (che ha esonerato Dusko Ivanovic il giorno dopo)?
Non credo. Ha troppe squadre davanti a sé e deve sperare nelle difficoltà di tante concorrenti e quando è così non finisce mai bene. Quanto poi all’allontanamento di Ivanovic, al netto del fatto che non sappiamo cosa sia realmente accaduto, mi domando: mandar via il capo allenatore quando sei primo in classifica, che vuol dire? Adesso il problema diventa che se la Virtus non vince il titolo, è un’annata del tutto fallimentare.

Ha dato un’occhiata al Report di sostenibilità della Fip uscito in questi giorni?
L’ho guardato. Ma io e lei da quanto tempo parliamo di sostenibilità nello sport? Nel basket in particolare? E le soluzioni quali sono? Nel calcio ci sono due società modello, Udinese ed Atalanta che con una vera gestione oculata come si diceva una volta, hanno stadio, settore giovanile florido che produce giocatori e risorse perché comprano a poco, valorizzano e vendono. Se il proprietario dell’Udinese dice che il club vale 300 milioni, che non vuole vendere ma cercare investitori che lo aiutino a crescere vorrà dire qualcosa. Noi ci chiediamo ogni volta quanti club di Euroleague – per non parlare di quelli italiani -  alla fine della stagione non debbano ricorrere ad una ricapitalizzazione da parte del proprietario o dei soci. Lo so che il mondo va così ma appunto non è più sostenibile. E sia chiaro: noi di Pianeta Basket e di Bar Sport non facciamo il tifo per nessuno, a differenza di altri che scrivono pro domo loro o di amici, ma tifiamo per la pallacanestro

Banchi, Trainotti e Datome negli Stati Uniti per dialogare con i nostri giovani che giocano nei college. Le piace?
Perché no. È vero che oggi si può vedere qualunque partita da qualunque angolo del mondo, ma il dialogo faccia a faccia è importante. Io piuttosto plaudo a Suigo che è andato a giocare a qualche chilometro da casa (nel Košarkaški klub Mega Basket a Berlgrado, ndr) nella squadra del suo agente che ha messo in piedi un roster per far migliorare i suoi assistiti.  Allora: una cosa del genere da noi non sarebbe possibile, ma i vivai? O settori giovanili che fine hanno fatto? Lo so che costano e che sono un rischio perché non è detto che tutti i giovani campioni diventino giocatori da Serie A o da Nazionale, e che l’abolizione del cartellino ha aumentato il loro valore. Però credo che proprio per questo quando un club vuole prendere un giovane , già quale club e quali giovani, alla fine spende molto di più

Ecco la sua visione pessimistica del basket…
Quante squadre sono fallite anche quest’anno in A1, A2, B, maschile e femminile? Abbiamo campionati dispari non per scelta ma per accidenti come diceva il Manzoni. E che immagine diamo al mondo esterno? Perché un investitore dovrebbe mettere denaro nella pallacanestro italiana? Le due squadre di vertice non hanno l’impianto di proprietà e vorrebbero fare lo show? Dove? La Reyer tra maschi e femmine negli ultimi 8 anni ha vinto 4 scudetto giocando in una bella palestra, ma sempre palestra. Dove quando fa caldo c’è un inferno. L’NBA avrà fatto una valutazione sugli impianti o sugli eventuali tempi per costruirne di adatti? Ed il basket femminile? Su Pianeta Basket se ne parla in modo positivo con tanto spazio e questo è un vanto. Ma temo siano mulini e parole al vento come diceva un poeta

A proposito che mi dice di Trieste?
Bella domanda. Ultimamente ci sono state giornate di bora e spero che abbia pulito un po' l’ambiente del basket. L’attuale proprietà cerca un modo per fare utili ma come fa? Non vedo come questo possa avvenire in una città che ha già dato molto, troppo alla sua squadra di basket. Ci ricordiamo dei tifosi autotassati e lo striscione “Siamo Trieste”? Bellissimo, commovente ma ormai non è più fattibile. Eppure c’è tutto: pubblico, impianto, competenze, passione. Da tempo dico che il Friuli Venezia Giulia, che ha una popolazione di poco meno di 1 milione e 2300 mila abitanti, dovrebbe mettere su una squadra unica, mi ridono dietro perché il campanilismo nel nostro Paese impera ancora. Ma è una Regione che ha perso tante aziende e le risorse non ci sono più per certe idee. Ho paura che alla fine della stagione piangeremo lacrime amare. Ma spero davvero di sbagliarmi. Torniamo alla sostenibilità: la pallacanestro ha bisogno, come tanti altri settori della vita, della politica che ti fa costruire gli impianti e dà autorizzazioni varie, e della finanza che trovare le risorse. Non siamo sostenibili in questo momento. E la Federazione che fa? Ho letto di paragoni tra l’audience del derby di Eurolega e la partita dell’Italia di calcio (10 milioni di spettatori con uno share del 43%, ndr): ma crediamo di poter davvero fare concorrenza al calcio? Chiudo come altre volte: riportiamo la pallacanestro al centro del villaggio.