NBA Europe, scontro con i club di calcio sui ricavi e sul mercato delle stelle

06.05.2026 16:50 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
NBA Europe, scontro con i club di calcio sui ricavi e sul mercato delle stelle
© foto di Milwaukee Bucks

Il progetto NBA Europe, la cui partenza è fissata per l'ottobre 2027 con un format a 16 squadre, entra nella fase più calda e complessa delle trattative. Il nodo più clamoroso emerso finora - di cui parla Joe Vardon su The Athletic - riguarda una proposta avanzata da alcuni potenti club calcistici europei interessati a investire: l'istituzione di una vera e propria "finestra di mercato" per poter acquistare a peso d'oro le grandi stelle NBA ancora sotto contratto (come Giannis Antetokounmpo). La risposta della lega guidata da Adam Silver è stata un secco e immediato rifiuto. Le future franchigie europee potranno ingaggiare giocatori statunitensi solo se free agent, una mossa decisa per proteggere il prodotto originale ed evitare che il progetto diventi semplicemente una lega satellite senza regole d'ingaggio eque. Ma allo stesso tempo, "questo ovviamente riduce la competitività del progetto NBA Europe". Il rischio è che la nuova competizione venga percepita come «una feeder league», una lega di sviluppo.

Nel frattempo, a Barcellona, proseguono i dialoghi cruciali con l'Eurolega per definire i contorni di una storica partnership. L'arrivo del nuovo CEO Chus Bueno, ex alto dirigente NBA per l'Europa, ha disteso i rapporti, avvicinando l'idea di inglobare i club continentali nel nuovo ecosistema americano (che prevede 12 licenze fisse e 4 posti tramite qualificazione). Tuttavia, restano forti attriti economici, in particolare con le grandi polisportive legate al calcio (sullo sfondo club come Real Madrid, PSG o Milan). Le società del Vecchio Continente lamentano le altissime franchise fee, richieste in base alle dimensioni del mercato cittadino, le pretese infrastrutturali e una presunta divisione dei ricavi sfavorevole (52% alla NBA, percentuale smentita dagli americani, che promettono invece enormi dividendi futuri a fronte delle attuali perdite in Eurolega).

Nonostante questo delicato braccio di ferro su governance e controllo, l'appetito per la NBA Europe resta enorme. Sono già state presentate oltre 120 manifestazioni d'interesse, con offerte che oscillano tra i 500 milioni e oltre il miliardo di dollari. Tra i potenziali investitori più accreditati spicca il fondo sovrano saudita PIF, che secondo le ultime indiscrezioni sarebbe in pole position per assicurarsi la proprietà della futura franchigia di Londra. La strada per trasformare il sogno in realtà passa ora per il difficile equilibrio tra le ambizioni di espansione americane e il potere storico dei colossi dello sport europeo.