Cantù cerca un direttore sportivo: tra Giofrè e Portaluppi spunta un terzo nome
Una salvezza conquistata al primo anno di ritorno in Serie A, raggiunta con una giornata d'anticipo. Come analizzato sulle colonne del quotidiano da Edoardo Ceriani, in casa Cantù non ci sono stati grandi festeggiamenti sul parquet o negli spogliatoi domenica, bensì una semplice cena di commiato in un locale della zona ventiquattr'ore dopo, con la dirigenza che ha raggiunto squadra e staff solo a fine consiglio di amministrazione. Eppure, l'obiettivo stagionale sbandierato fin dall'inizio era chiaro: salvarsi per poter entrare nella nuova arena mantenendo la massima categoria. Un traguardo raggiunto, nonostante nell'ambiente aleggi la sensazione che ci si sia giusto salvati, senza quell'entusiasmo che l'impresa avrebbe forse meritato.
Messa in archivio la stagione, è già tempo di pensare al futuro, con l'ombra di un'ennesima rivoluzione all'orizzonte e l'attesa di capire se un ciclo sia giunto definitivamente al capolinea. Il primo nodo cruciale riguarda la guida tecnica: Walter De Raffaele ha un contratto in essere, ma con una clausola d'uscita a suo favore esercitabile entro metà giugno. Il coach livornese, prima di restare, vorrà inevitabilmente conoscere programmi, ambizioni, compagni di viaggio e budget della società. A questo si lega il rebus dirigenziale, con l'incertezza sulla permanenza di Sandro Santoro e il consueto valzer di nomi per i ruoli di GM e DS: le piste portano a Simone Giofrè e Flavio Portaluppi, con una rosa di alternative che comprende Nicola Alberani (in ascesa), Valeriano D'Orta, Andrea Gracis, Alessandro Bolognesi e Alessandro Giuliani. Da via Como, per ora, nessuna conferma e nessuna smentita.
A tenere banco è ovviamente anche il capitolo roster, che vede i primi importanti movimenti in uscita. Xavier Sneed ha già transato il suo contratto, salutando la compagnia per andare a concludere la stagione in Israele. Anche Oumar Ballo sembra intenzionato a seguire la stessa strada, ma il club dovrà prestare molta attenzione a mantenere fino al 30 giugno il numero di contratti minimi professionistici imposti dalla Lega (un aiuto in tal senso arriva da quello di Gerald Robinson). Un passaggio fondamentale e necessario andrà poi fatto con l'agente di Giordano Bortolani: la scelta di sposare il progetto canturino ha ampiamente pagato, garantendogli quintetto base e minuti preziosi, ma proprio questa vetrina potrebbe aver ingolosito altre piazze del massimo campionato, con Varese in primissima fila per assicurarsi le sue prestazioni.