Achille Polonara: la decisione del ritiro e un futuro nel basket (da allenatore?)
Dopo aver lottato contro un tumore e la leucemia e aver tentato un ultimo rientro sul parquet, Achille Polonara ha deciso di dire basta. Ai microfoni di Sky Sport 24, l'ormai ex azzurro ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad annunciare il doloroso ritiro dal basket giocato, ringraziando chi lo ha supportato nell'ultimo periodo: «Ho iniziato ad allenarmi, per quanto riguarda l'aspetto fisico, già a gennaio. Quindi era qualche settimana che mi allenavo. Ho preso la palla in mano da un mesetto, ad Avellino, e ringrazio la società che si è messa a disposizione dal primo giorno. Sono stati super gentili. Ma allenandomi, prendendo la palla in mano, ho capito che non sarei più tornato quello di prima. Non riuscivo a palleggiare con la mano destra, che non è la mia forte, ma quando giochi in Serie A devi essere in grado di usarle tutte e due. Ho preso questa decisione. Anche perché non ho più vent'anni, ho avuto due patologie importanti. Non ha neanche senso rischiare».
Una scelta maturata nel tempo, culminata con un annuncio social che ha colto di sorpresa in molti, ma che nasce dal profondo desiderio di lasciare un ricordo intatto ai propri tifosi. A pesare è stato anche il difficile percorso riabilitativo, durante il quale l'affetto dei compagni non è mai mancato: «È stata una mia decisione. Forse anche un po' costretta. Non mi sentivo più quello di prima e non sarei più tornato quello di prima. Ho voluto lasciare il basket in modo che i tifosi mi ricordino per quello che ero, e non per quello che sarei stato. Ho preferito farlo in questo modo. Ho fatto questo post che ha spiazzato tutti. Non se lo aspettava neanche mia moglie. Anche se era nell'aria. Poi sono andato in aereo, ho ricevuto tantissime chiamate e messaggi. In questi anni ho legato tanto con alcuni miei compagni. Negli ultimi anni con Belinelli, con Pajola, Visconti, con lo stesso Marco Spissu. Sono stati tutti super carini, nel momento più difficile sono venuti tutti a trovarmi quando ero in ospedale in coma. La vicinanza è stata fondamentale».
Nel ripercorrere la sua straordinaria carriera, non poteva mancare un pensiero alla maglia della Nazionale e all'esperienza a cinque cerchi, prima di volgere lo sguardo verso un futuro che potrebbe vederlo ancora protagonista a bordo campo: «Sicuramente una grandissima emozione in quel momento. L'unica cosa negativa di quell'anno è stato che si è svolto tutto a porte chiuse per il Covid. Avrei voluto la mia famiglia vicino a me, tanti amici. Però è stata un'emozione incredibile. Essere un atleta olimpico è stata una soddisfazione enorme». E su cosa gli riserverà il domani, Polonara lascia una porta aperta a una nuova avventura cestistica: «Non ci ho pensato. Questa scelta è abbastanza fresca. Ho tempo per pensarci. Mi piacerebbe rimanere nel mondo del basket, è stato la mia vita per tantissimo tempo. Penso anche a una carriera da allenatore, che mai avrei pensato di intraprendere, potrebbe in realtà essere un'idea».