Da Ros: «Contenti dell'affetto ricevuto». Pedone: «Campionato duro, interpretato al meglio»

05.05.2026 09:25 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fonte: Il Gazzettino ed. Udine
Da Ros: «Contenti dell'affetto ricevuto». Pedone: «Campionato duro, interpretato al meglio»
© foto di Ciamillo

L'ultima in casa per l'Old Wild West Udine, tra le commemorazioni per il cinquantesimo del terremoto e un risultato finale passato in secondo piano, si è trasformata in un grande ringraziamento reciproco tra squadra e tifosi. Domenica la compagine friulana ha salutato il proprio pubblico dando l'arrivederci alla prossima stagione, che sarà nuovamente in Serie A: il vero, grande traguardo che contava quest'anno. Il clima festoso è stato rimarcato al termine del match da Matteo Da Ros, promosso capitano nelle ultime due uscite in assenza del titolare Mirza Alibegovic. Sulla gara contro Trento, il giocatore ha spiegato: «Quella con Trento era una partita difficile da affrontare perché la motivazione in termini di classifica veniva a mancare dalla nostra parte. Però la settimana di allenamenti l'abbiamo affrontata seriamente, con la voglia di giocarci la partita senza essere arrendevoli. Poi è ovvio che per il fatto di non avere la possibilità di raggiungere un risultato utile ai fini della classifica, doveva essere soprattutto una festa e lo è stata. Nonostante la sconfitta penso sia stata anche una partita abbastanza guardabile, ricca di errori ma sicuramente guardabile. E poi l'importante era chiudere con dignità e con onore davanti al nostro pubblico, che c'è sempre stato molto vicino dalla prima di campionato, nei momenti bui e in quelli di grande giubilo, come la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia oppure la vittoria con Milano o altre vittorie, anche in trasferta, dove i nostri tifosi sono sempre stati presenti. Me li ricordo un sabato pomeriggio a Tortona, al nostro seguito con due o tre pullman. Siamo contenti dell'affetto che riceviamo e abbiamo ricevuto anche oggi».

Il vice-capitano ha poi tracciato un bilancio del suo ritorno in massima serie: «Partiamo dal presupposto che una persona molto più intelligente di me disse che l'adattamento è la forma principe di intelligenza. Lo sapevo benissimo che rispetto all'utilizzo dello scorso anno, in cui entravo in campo e ne uscivo solo con la lingua fuori, il mio ruolo sarebbe cambiato. È ovvio che l'allenatore mi chieda di essere in campo il più preciso possibile, il più accorto, di essere d'aiuto, un collante. Adesso sono ben conscio del fatto che il mio viaggio nella pallacanestro stia arrivando alla fine, ma ho ancora tantissimo da dare. A settembre farò trentasette anni, io però quest'anno non ho perso un solo allenamento. E continuo a provare il desiderio e la voglia di migliorarmi e stare in palestra il più possibile. La Serie A ho avuto la fortuna di giocarla in altre due società. Nonostante io venga fischiato, posso comunque dire di essere stato per due anni il capitano di Cantù, ho giocato a Trieste che è un'altra piazza storica, ho giocato con la Virtus Bologna, a Verona, a Barcellona Pozzo di Gotto, quindi comunque squadre che hanno fatto dei pezzi di storia di questo sport. Un po' è stata la fortuna, un po' me lo sono meritato. Sono contento di essere stato d'aiuto e soprattutto di avere ricevuto tutto l'affetto che ho ricevuto dalla gente di Udine».

A chiudere la giornata sono state le parole del presidente Alessandro Pedone, che ha voluto rivolgere un pensiero all'annata della squadra e al duro lavoro svolto per mantenere la categoria: «Non siamo riusciti a congedarci con una vittoria, ma quello di oggi era un saluto al nostro pubblico più che una partita che abbiamo giocato in maniera un po' anomala rispetto al solito. Il nostro pubblico ha però capito quanto duro è stato questo campionato, soprattutto per una neopromossa come Udine. Lo abbiamo interpretato secondo me al meglio, siamo stati anche un po' sfortunati perché ci mancano sempre quelle tre partite là e non voglio più pensarci, perché tanto non serve a nulla. Abbiamo avuto anche la sfortuna di quello che è capitato a Hickey».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.