Il capolavoro di Treviso: dal baratro di marzo a un'incredibile salvezza. La firma di coach Nicola e del mercato
Missione compiuta. Se riavvolgiamo il nastro della stagione fino allo scorso 15 marzo, il destino della Nutribullet Treviso sembrava ormai segnato. Alla 22esima giornata, la squadra rimediava contro Varese la diciassettesima sconfitta in campionato, la sesta consecutiva. Ultima in classifica con soli 6 punti all'attivo, la formazione veneta era tenuta in vita solo dalla clamorosa esclusione di Trapani dal campionato, che aveva ridotto a una sola le retrocessioni previste. Le uniche gioie di un girone d'andata disastroso erano state la miracolosa vittoria a Reggio Emilia (guidata da 29 punti di Mars) e i successi casalinghi contro Cantù e Varese. A metà marzo, con la quota salvezza lontanissima (Cantù a 12, Sassari e Napoli a 14), in pochi avrebbero scommesso su un lieto fine.
Il fallimento del progetto iniziale
La stagione era nata all'insegna della fiducia verso il giovane coach Alessandro Rossi, reduce dalla vittoria agli Europei U20. La squadra, affidata in regia all'esperto Joe Ragland e sotto le plance a DeShawn Stephens, ha però subito mostrato crepe evidenti. La sfortuna ci ha messo lo zampino con l'infortunio in pre-campionato di Briante Weber (fuori sette gare per infrazione a una costola e contusione al rene). Dopo l'illusoria prova da 21 punti di Ragland nella prima gara persa all'overtime contro Brescia, si è aperto il baratro: solo 2 punti racimolati in nove partite. La società è corsa ai ripari tagliando un insoddisfatto Ragland e successivamente Stephens, ma i sostituti non hanno inciso. Il promettente rookie Tony Perkins si è rivelato un flop, o quantomeno non è riuscito a integrarsi, mentre l'inserimento di Leon Radosevic ha garantito solidità difensiva, ma non la leadership necessaria per invertire la rotta.
La svolta: il ritorno di Nicola e la rivoluzione del roster
La dirigenza decide così di cambiare manico: esonerato Rossi, in panchina torna Marcelo Nicola. L'impatto porta una vittoria contro Varese, ma la strada resta in salita. La sfortuna continua a perseguitare TVB: Olisevicius si ferma per guai al tendine d'Achille, arriva Macura per sostituirlo ma viene bloccato per settimane dall'appendicite. Dal mercato di Trapani giunge Cappelletti, inizialmente arrugginito. La vera quadratura del cerchio arriva nella pausa lunga di febbraio con l'innesto di Ed Croswell da Napoli. Vero colpo di mercato. Finalmente, il roster assume un'identità precisa e seria.
La risalita devastante
I primi segnali di rinascita si intravedono nel derby perso di un solo punto contro Venezia. paradossalmente, è dopo aver toccato il punto più basso nella giornata successiva contro Varese che scatta qualcosa. Da lì parte una risalita devastante: sei vittorie in sette gare. Le scelte di coach Nicola sono chirurgiche: stringe le rotazioni escludendo Torresani e Pellegrino, rivitalizza Miaschi e consegna le chiavi della squadra alla coppia Cappelletti-Macura. Sotto canestro, chiede a Croswell e Pinkins di spadroneggiare. In questo nuovo assetto, i comprimari trovano la loro dimensione ideale: Weber e Mars rendono al meglio, e un giocatore del calibro di Radosevic in uscita dalla panchina diventa un lusso per la categoria.
È un crescendo inarrestabile che miete anche vittime di alta classifica come Tortona e Brescia, registrando un solo passaggio a vuoto contro Napoli, che pure aveva appena cambiato allenatore con l'arrivo di Repesa. Il cerchio si è chiuso con la vittoria decisiva contro Cantù: missione compiuta. Treviso ha conquistato una salvezza sul campo e per meriti propri, dimostrando che, con questo ruolino di marcia finale, l'obiettivo sarebbe stato centrato anche se le retrocessioni fossero rimaste due. Come ha voluto sottolineare più volte Marcelo Nicola in sala stampa.