«Un capolavoro»: Marcelo Nicola dopo la salvezza di Treviso in Serie A
Sei vittorie nelle ultime sette. Treviso sbanca anche il PalaDesio, e conquista una salvezza che per settimana pareva missione impossibile. Invece dopo la sosta la squadra di coach Marcelo Nicola ha firmato un capolavoro dietro l'altro, vincendo anche sul campo della Pallacanestro Cantù per 80-88. A caldo a LBA Tv tutta la felicità del coach: "Emozioni. Grande emozione. Questo lo dedica a mio papà, a Bepi Paronetto, che mi hanno aiutato da sopra tantissimo. Ce lo meritavamo. Me lo meritavo. Mi sono fatto un culo così (gesto ndr). Come tutti: gli assistenti, i giocatori, e tutti. Complimenti a noi, godiamocela. Non è un miracolo, lì fa Dio, questo è un capolavoro. Perché ci siamo spaccati il culo ogni giorno in palestra, a lavorare e crederci. Andiamo all'ultima, vogliamo vincerla davanti al nostro pubblico in casa".
MARCELO NICOLA: CONFERENZA STAMOA
"Abbiamo vinto con molta personalità, coraggio, senza mai mollare. Ci abbiamo sempre creduto. Onestamente grande merito a noi. Una grande partita, sapevamo che con questa vittoria avremmo raggiunto l'obiettivo. La squadra ha raggiunto la salvezza senza nessuna radiazione o penalizzazione. Con tutto il 'legale' di una stagione normale, lasciando due squadre dietro di noi. Un merito tremendo di tutti, dello staff, della squadra, a me stesso. Abbiamo lavorato ogni giorno, ci abbiamo creduto. Un grande capolavoro. Ora resettiamo e c'è ancora una partita da vincere domenica prossima. Bisogna onorare noi stessi, e essere gagliardi nel credere di vincere un'altra partita in questo girone di ritorno tremendamente strepitoso".
Qual è il segreto di questo finale di stagione?
"Tantissimo lavoro mentale all'inizio. Quando sono subentrato, l'ambiente era tutto depresso. Ho fatto fatica, ho lasciato tante energie nel dover tirare il morale di tutti. Far credere a tutti che potevamo farcela. Abbiamo cambiato giocatori. Olisevicius si è fatto male, abbiamo avuto sgambetti della fortuna come l'appendicite di Macura. Ragazzi bravi, un gruppo che è cresciuto moltissimo. Poi vincere ti porta a vincere. Abbiamo avuto un momento di due o tre partite in cui siamo stati lì, molto vicini, sia con Milano che con Venezia. E c'era quel click che mancava, che è venuto fuori con Cremona, poi siamo andati avanti credendoci. La vittoria a Sassari, con la differenza canestri, è stata fondamentale. Non ci sono tanti misteri se non che il solo lavoro e lo stare insieme in palestra. E crederci".
Quanto è bello dopo questa fatica arrivare a questo traguardo?
"Molto bello. Non voglio essere antipatico o ripetitivo. Ma posso dire che possiamo parlare di una salvezza fatta tutta da noi. Trapani non c'è. Ma se avessimo perso oggi saremmo comunque salvi. Quando sono arrivato ho detto, litigato con qualcuno nella società, per spiegare che dovevamo concentrarci solo su noi stessi. Non ci doveva fregare degli altri risultati. Sapevamo di dover vincere sempre, indipendentemente da Sassari e Cantù. Era questo: cercare di fare le cose che potevamo fare e controllare. Tutto qua. Quando sono arrivato ho trovato un ambiente depresso, giù, negativo. E questo portava energia negativa. Abbiamo vinto e qualcuno pensava alla vittoria di Cantù. Non ci doveva interessare".
San Nicola?
I tifosi vanno ringraziati, sono stati sempre presenti. Ci spingevano a inizio partita e venivano dietro di noi. Ho sempre detto che ero sicuro che quando ti sbatti in campo, ti vengono dietro. Sono felicissimo per loro, una piazza che merita di stare in Serie A. I tifosi se lo meritano, senza dubbio. San Nicola? No. Questo non è un miracolo. Lo fanno Dio e qualche santo. Questo è stato un grande capolavoro. Abbiamo lavorato sodo".