Sassari in A2, Mrsic deluso: «Alcune decisioni andavano prese prima...»
Dopo 16 anni la Dinamo Sassari retrocede in Serie A2. Tutta la delusione di coach Veljko Mrsic in sala stampa dopo la sconfitta per 73-80 contro la Virtus Bologna: "Complimenti alla Virtus. Nei momenti importanti sono stati migliori di noi. Nel primo tempo per come hanno giocato loro dovevamo avere un vantaggio più largo, ma soprattutto nel primo quarto eravamo troppo nervosi, brutte scelte in attacco. Poi si sono ripresi nel terzo quarto, hanno controllato a rimbalzo, trovato triple, e in quel parziale abbiamo registrato ancora troppe perse permettendogli di correre in contropiede. Noi abbiamo giocato con paura, senza energie sufficienti, contro una squadra così fisica e atletica con la Virtus".
Cosa è successo dopo la sosta e la vittoria con Trento
"In questo periodo abbiamo giocato anche qualche partita buona, ma non con sufficientemente bene per vincere. Con Reggio Emilia e Treviso abbiamo avuto più chance di vincere che perdere, ma non siamo riusciti a trovare la vittoria. Poi due trasferte in cui perdi di un possesso, e lì perdi fiducia. E non siamo riusciti a recuperare. Poi il calendario ci ha dato Venezia, Bologna, Brescia nelle ultime tre. E dobbiamo essere onesti, c'è qualcosa... Se un giorno ti alleni bene, e un altro giorno un giocatore arriva senza concentrazione... Troppi alti e bassi a livello di concentrazione, piccoli infortuni che non permettono di essere al 100%. C'è stata troppa pressione, non siamo riusciti a giocarci. Siamo andati giù con il morale. Cantù e Treviso hanno fatto più di noi per salvarsi".
Mi aspettavo di più?
"Mi aspettavo di più da me stesso. Quando era il momento, dovevo reagire. Anche io ho fatto errori. Troppe volte ho chiuso gli occhi su qualche situazione in cui non dovevo. Si devono prendere decisioni quando si devono prendere, senza aspettare che il tempo sistemi le cose. Come invece è accaduto. Dico anche molto prima di Treviso. Già il primo mese quando sono arrivato si dovevano fare alcune cose, non dovevo chiudere l'occhio. Ne parleremo a stagione finita. Ora c'è l'ultima partita. Però ci sono cose che non si risolvono da sole. Si devono prendere decisioni, anche sbagliate. E noi non lo abbiamo fatto. Io in primis perché sono l'allenatore della squadra".