Roseto, dura condanna all'aggressione di Jacopo Borra a Aristide Landi

23.05.2026 17:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Roseto, dura condanna all'aggressione di Jacopo Borra a Aristide Landi

Pallacanestro Roseto condanna con fermezza l'aggressione subita dal proprio atleta Aristide Landi. La società Pallacanestro Roseto e la sua proprietà, il Consorzio Le Quote, esprimono sdegno, indignazione e profonda preoccupazione per il grave e inaccettabile episodio di violenza avvenuto nel corso dell'incontro di pallacanestro disputato tra la nostra squadra e quella di Ruvo di Puglia. Durante il secondo quarto di gioco, il nostro atleta Aristide Landi — a terra e in una situazione di totale vulnerabilità, al termine di un'azione sottocanestro — è stato colpito con un pugno sferrato con tutta la forza da parte del giocatore della squadra avversaria Jacobo Borra, riportando una ferita lacero-contusa all'arcata sopraccigliare che ha reso necessario il ricorso a undici punti di sutura. Il nostro atleta è stato prontamente soccorso dallo staff medico e successivamente trasportato presso l'ospedale di Teramo per gli accertamenti del caso: la TAC ha fortunatamente escluso lesioni endocraniche. Le sue condizioni sono attualmente monitorate con la massima attenzione. A lui va tutto l'affetto, la vicinanza e l'augurio di una pronta e completa guarigione da parte dell'intera famiglia della Pallacanestro Roseto.

La Pallacanestro Roseto intende sottolineare con forza un aspetto che ritiene centrale e che non può essere sottaciuto: la violenza perpetrata da un atleta in campo è un fatto di gravità eccezionale, che supera per disvalore etico e simbolico persino gli episodi — già intollerabili — di violenza sugli spalti. Gli atleti professionisti e semiprofessionisti non sono semplici partecipanti a una competizione sportiva: sono modelli di riferimento, esempi viventi per migliaia di giovani, bambini e famiglie che si avvicinano allo sport con entusiasmo e fiducia. Il pubblico degli impianti sportivi — e quello cestistico in particolare — ha già dovuto fare i conti, in troppe occasioni, con episodi di violenza e comportamenti indegni provenienti dall’esterno del rettangolo di gioco. Ebbene, se chi è chiamato a dare l'esempio sul campo tradisce questo ruolo con gesti di brutale violenza, si mina alle fondamenta del senso dello sport. Un pugno sferrato con tutta la forza a un avversario inerme e a terra non è un gesto di agonismo esasperato: è un atto di violenza deliberata, premeditata nel momento, che non trova alcuna giustificazione né sportiva né umana. È un gesto che disonora la disciplina, svilisce il sacrificio di chi pratica questo sport con dedizione e rispetto, e — cosa che ci addolora profondamente — è avvenuto davanti agli occhi di numerosi bambini presenti in tribuna, ai quali lo sport dovrebbe trasmettere valori di lealtà, coraggio e rispetto dell'avversario.

La società esprime il proprio totale e incondizionato supporto al proprio tesserato Aristide Landi in ogni decisione che vorrà adottare nelle sedi competenti, sia in ambito di Giustizia Sportiva che, soprattutto, nelle sedi della Giustizia Ordinaria. Riteniamo che un episodio di tale gravità non possa e non debba restare privo di adeguate conseguenze sul piano disciplinare e giudiziario: solo una risposta ferma e proporzionata da parte delle Autorità competenti potrà restituire credibilità al movimento cestistico italiano. La Pallacanestro Roseto non intende limitarsi alla condanna di questo singolo episodio. La nostra società si impegna formalmente a farsi promotrice di una battaglia culturale e civile contro ogni forma di violenza nello sport, a partire dal MiniBasket, dentro e fuori dal campo. Crediamo che sia giunto il momento in cui il mondo dello sport, nelle sue componenti istituzionali, societarie e atletiche, assuma una posizione netta, coerente e visibile: la violenza non è mai accettabile, non è mai giustificabile, non è mai minimizzabile. Ogni episodio di violenza — che si tratti di un gesto in campo o di un comportamento sugli spalti — deve essere condannato con pari fermezza e affrontato con strumenti adeguati. Auspichiamo che quanto accaduto rappresenti un punto di svolta, e non l'ennesimo episodio destinato a essere dimenticato nel giro di pochi giorni. Lo sport — e la pallacanestro in particolare — merita di essere vissuto e praticato in un contesto di sicurezza, rispetto e fair play. Questo è il messaggio che vogliamo lanciare, con convinzione e determinazione, a partire dalla nostra città.

Iacopo  De Santis
autore
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.