Fortitudo Bologna, De Vico: «Sono reduce da un lungo stop, ma sto arrivando»

15.01.2026 13:10 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fortitudo Bologna, De Vico: «Sono reduce da un lungo stop, ma sto arrivando»
© foto di Valentino Orsini / Fortitudo

Niccolò De Vico è tornato in campo dopo un lungo stop e ne ha parlato a Il Resto del Carlino. "Come sto? Molto bene, dopo un anno che ero fermo il ginocchio tiene e sto migliorando nel prendere ritmo, nel vivere la partita, nel recupero. Sono contento, ovvio non sono ancora al top e so che devo e possa fare di più, ma sono pronto a dare tutto, in una stagione lunga e impegnativa", dice De Vico. "Ho fatto un ottimo lavoro con il preparatore Salvatore Poma, poi ho iniziato con la squadra, stavo bene e anche i tempi di ritorno sono stati più brevi, vista l’emergenza squadra. 
Sono pronto a giocare anche su una gamba sola. Ho trovato tanta fiducia dei compagni e di coach Caja che mi chiede per esempio di prendere i miei tiri in attacco. Devo migliorare ancora tanto, nell’ultima in casa ho sbagliato 3 liberi, credo mi sia successo di sbagliarne tanti in una stagione intera, posso e devo fare di più ma sarò di aiuto alla squadra".

De Vico si trova bene in Fortitudo
"Coach Caja lo avevo avuto a Varese e lo conoscevo. È esigente, cura ogni minima dettaglio, pretende massima concentrazione, ma con un tecnico così i giocatori migliorano. La squadra? Mi sono sempre trovato bene nei gruppi in cui ha giocato. Devo dire che in Fortitudo ho trovato bravi ragazzi e ottimi compagni, non c’è nessuna testa calda, veniamo tutti in palestra per dare il massimo e nelle difficoltà non ci siamo mai disuniti.
L'atmosfera alla F? La Fortitudo è una grande realtà che punta a traguardi importanti. Alle spalle c’è una società storica e una tifoseria appassionata. Un segno di appartenenza che si respira. Siamo andati a visitare il Museo della Fortitudo ed è stata la conferma della storicità, della tradizione, dell’unicità che ci contraddistingue".

Doppia sfida interna con Mestre e Milano
"Sulla carta sono partite da vincere, cercando di sfruttare il fattore campo, ma guai a prenderle sottogamba, in una A2 così equilibrata, non c’è una squadra con cui puoi rilassarti. Tutte le partite sono insidiose, che siano in lotta per i playoff oppure per evitare la retrocessione. Al PalaDozza il pubblico ci dà una marcia in più, mentre in trasferta dobbiamo cercare di trovare più fiducia e fare qualche vittoria in più".