Olimpia Milano, Baiesi sul Peppe Poeta allenatore: «Mi ha sorpreso perché...»

20.04.2026 19:40 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Olimpia Milano, Baiesi sul Peppe Poeta allenatore: «Mi ha sorpreso perché...»
© foto di Doniselli / Ciamillo

Il direttore sportivo dell’Olimpia Milano, Daniele Baiesi, ha offerto uno spaccato approfondito sul lavoro di Peppe Poeta durante un intervento a Area 52, soffermandosi su valutazioni tecniche e umane. “Da me è giudicabile. Lo vedo lavorare tutti i giorni. Definiamo giudizio: i risultati nel breve termine della squadra, lo stile di gioco, il rendimento dei giocatori? Se parli di giudizio interno, è capire che tipo di prodotto abbia in testa, e di conseguenza provare a mettere a disposizione sua le "risorse umane", termine che detesto, per ottenere il miglior prodotto possibile”. 

Baiesi ha poi raccontato anche il lato più personale del rapporto con Poeta, sottolineando come alcune dinamiche lo abbiano sorpreso: “Nel quotidiano devo dire che Poeta deve essere uno che si sta rendendo conto di cosa vuol dire fare l'allenatore. Una volta parlando con lui gli ho detto: "Sei più allenatore di quello che pensavo. Sei meno ex giocatore di quello che credevo". L'ha presa sul personale, ma non era una critica. Le reazioni di Peppe mi hanno sorpreso, credevo fosse diverso. Ovvio che questo abbia un impatto su quello che il dirigente di riferimento debba andare a dire all'allenatore dopo la partita. O semplicemente decidere di stare in silenzio. Per esempio a Trinchieri, e lo dissi anche a Messina, dopo le partite non parlo. Perché? Dopo le partite si fanno i danni. Dici le cose con le pulsazioni a mille, non ti rendi conto di quello che dici e diventi amplificatore dei problemi”.

Infine, il dirigente ha approfondito il ruolo che deve avere all’interno dello staff e dello spogliatoio, tracciando anche un confronto con altri allenatori come Andrea Trinchieri ed Ettore Messina: “Il ruolo del dirigente, rispetto all'allenatore che hai, è quello di calmierare le tensioni all'interno di uno staff, o di uno spogliatoio al termine della partita. Il carattere di Trinchieri, quello che ho conosciuto meglio, e quello di Poeta è molto diverso, ma non diametralmente opposto, che era quello che mi aspettavo. Ogni tanto bisogna andare anche da Poeta e cercare di fornirgli un contributo per mettere in prospettiva le cose, gli devi regolare il minimo. Mi manda messaggi agli orari più incredibili, magari guardando partite di quattro mesi fa. Non mi aspettavo di trovare una persona del genere, con questo tipo di impatto, approccio. Un appassionato, una persona per bene, per me è fondamentale, che ha il piacere di confrontarsi, e ascolta cinque opinioni diverse, poi prende la sua decisione. Credo sia un bel capitale sul quale investire quando uno decide di fare il capo allenatore”