Wembanyama resiste alla furia di Edwards: gli Spurs piegano i Wolves
Tutto quello che si chiede a una grande partita NBA era lì: rimonta, ritmo che cambia più volte, superstar in stato di grazia e un finale che si gioca sui dettagli. Gli Spurs si aggrappano a un Victor Wembanyama monumentale, capace di chiudere con 39 punti, 9 rimbalzi e 5 stoppate, per avere la meglio su dei Wolves trascinati da un Anthony Edwards in versione devastante. E pensare che, dopo un primo quarto equilibrato e a basso punteggio (21-22), la gara sembrava aver preso una direzione precisa: San Antonio ha acceso il motore proprio prima dell’intervallo, spinta da un “uragano Wemby” che ha travolto la difesa di Minnesota. In assenza di Rudy Gobert, il francese ha trovato davanti a sé un altro connazionale, Joan Beringer, ma il mismatch tecnico è apparso subito evidente: tre triple consecutive di Wembanyama, poi quella di Stephon Castle, sempre innescati da un De’Aaron Fox lucidissimo in regia, hanno aperto il campo e trasformato il secondo quarto nel più produttivo della stagione per gli Spurs, con 48 punti segnati in 12 minuti. I Wolves, incapaci di reggere quel ritmo, sono scivolati fino al -25 (69-44) e in quel momento la sensazione era che la partita fosse già archiviata.
Invece l’intervallo lungo ha cambiato l’inerzia: la squadra di Chris Finch è rientrata con un linguaggio del corpo completamente diverso, trovando energia vicino al ferro proprio con Beringer e stringendo le maglie difensive fino a inceppare l’attacco texano. San Antonio, improvvisamente, segna solo un canestro dal campo in tre minuti, Wembanyama resta a secco per dieci minuti e il terzo quarto si trasforma nel terreno ideale per la rimonta di Minnesota, che vince la frazione 40-27 e si presenta all’ultimo periodo ancora sotto ma pienamente dentro la partita (96-84). Da lì in poi è il momento di Anthony Edwards: meglio supportato da Jaden McDaniels che da un Julius Randle a corrente alternata, “Ant” entra in trance agonistica dall’arco, punendo ogni minimo spazio con triple contestate mentre gli Spurs iniziano a sbagliare anche i tiri più semplici, come il 3 punti completamente aperto e il successivo dunk in contropiede falliti da Keldon Johnson. A cinque minuti dalla fine, una nuova tripla di Edwards vale la parità a quota 103, poi arriva anche il sorpasso (108-110), ma proprio quando tutto sembra girare al contrario, Wembanyama torna a prendersi la scena: giocate difensive, presenza costante a rimbalzo e quel rimbalzo offensivo sull’errore ai liberi di Julian Champagnie che, più di ogni altra cosa, certifica la vittoria degli Spurs e la capacità del loro fenomeno di piegare anche la notte perfetta del suo rivale.