Trajan Langdon analizza la stagione dei Pistons: “Siamo passati dal cacciare all'essere cacciati”
Trajan Langdon ha aperto la conferenza stampa di fine stagione dei Detroit Pistons con un bilancio lucido e riflessivo su un’annata che ha segnato una trasformazione profonda della franchigia. Il presidente ha riconosciuto che l’eliminazione di pochi giorni fa è stata dura da accettare, ma non cancella quanto costruito: “Ovviamente, finale di stagione difficile, ma questo non toglie nulla all’incredibile stagione che questo gruppo ha avuto”.
Langdon ha sottolineato come il percorso compiuto in due anni sia stato straordinario: “Passare da 14 a 44 a 60 vittorie è un risultato incredibile in due stagioni… 60 vittorie e primo posto a Est. Risultato incredibile per questi ragazzi” . Un salto che ha cambiato anche la percezione della squadra all’interno della lega: “Siamo passati dal cacciare le altre squadre all’essere noi i cacciati in una sola stagione, e non succede spesso con un gruppo così giovane”.
Il dirigente ha spiegato come la pressione di essere la squadra da battere abbia richiesto una maturazione mentale: “È una mentalità completamente diversa… psicologicamente è diverso sapere che ogni notte affronti la miglior versione dell’avversario” . Ha aggiunto che i Pistons sono stati probabilmente “la più giovane prima testa di serie nella storia NBA, o almeno una delle più giovani” .
Langdon ha poi elogiato la resilienza del gruppo: “Sono un gruppo davvero resiliente… sono rimasti uniti quando avevano le spalle al muro” . L’eliminazione brucia, ma fa parte del processo: “Fa male, farà male per un po’, ma raramente c’è crescita senza dolore”.
Sul piano individuale, il presidente ha definito Cade Cunningham “un vero guerriero”, ricordando come abbia giocato nonostante un polmone collassato e costole fratturate . Ha lodato anche la stagione di Jalen Duren, diventato All-Star e fondamentale per il primo posto a Est, pur riconoscendo che “le difese gli hanno tolto alcune cose” nei playoff.
Guardando avanti, Langdon ha ribadito che la priorità sarà continuare a crescere dall’interno: “Faremo un’analisi profonda… capiremo cosa dobbiamo aggiungere. Non ci guarderemo come una prima testa di serie, ma come una squadra che deve migliorare”.