Playoff NBA | Wembanyama spreca il tiro della vittoria, i Knicks si portano sul 2-0
Spurs e Knicks ripartono esattamente da dove avevano lasciato gara 1, dall'intensità che solo le Finals possono regalare agli appassionati di pallacanestro. San Antonio sceglie di essere più disciplinata, attacca il pitturato per costringere la difesa di New York a collassare e liberare gli esterni, così Julian Champagnie e Devin Vassell puniscono dall’arco con tre triple senza errori che accendono il Frost Bank Center. Dall’altra parte, però, Jalen Brunson rifiuta l’idea di un avvio in salita e firma otto dei primi tredici punti dei Knicks, tenendo i suoi in scia e impedendo che il primo allungo texano diventi una fuga vera e propria. La pressione difensiva degli Spurs cresce possesso dopo possesso, e in quel momento sono cinque punti di Karl-Anthony Towns a impedire che New York si sfaldi, prima che Mitch Johnson ricorra al “Hack-a-Mitch” su Mitchell Robinson per spezzare il ritmo e aprire la strada al parziale guidato da un De’Aaron Fox in versione direttore d’orchestra, che chiude il primo quarto con i padroni di casa avanti di nove lunghezze (34-25).
L’inizio del secondo periodo sembra confermare l'andamento, perché il vantaggio di San Antonio supera la doppia cifra su un’azione corale rifinita dalla tripla dall’angolo di Stephon Castle che fa esplodere il pubblico di casa. Proprio quando la partita pare mettersi in discesa per gli Spurs, però, riemerge la versione più aggressiva di Towns, che attacca in velocità Victor Wembanyama e trova Mikal Bridges nell’angolo con un assist perfetto, riportando i Knicks a un possesso di distanza e costringendo i texani a fare i conti con i propri blackout mentali. San Antonio trova ossigeno grazie a un flagrant foul di Josh Hart e a un tecnico fischiato a Mitchell Robinson, ma dura poco perché l’attacco degli Spurs comincia a forzare, mentre New York si affida ai “drive and kick” per punire le rotazioni in ritardo e costruire un nuovo sorpasso con un’altra tripla di Bridges che gela il Frost Bank Center. Il rientro in difesa a zona degli Spurs non basta a frenare l’onda, e una palla persa in attacco si trasforma in una tripla di Karl-Anthony Towns che manda i Knicks negli spogliatoi con quattro punti di margine (52-56).
La ripresa si apre con Towns che cattura un rimbalzo offensivo e appoggia al tabellone davanti a un Wembanyama troppo timido. New York spinge, le triple di O.G. Anunoby e dello stesso Brunson colpiscono come un uno-due al mento, costringendo gli Spurs a piegare le ginocchia e a guardare il tabellone che segna un margine in doppia cifra per New York. Un nuovo cambio difensivo e un fallo in attacco si trasformano in due triple consecutive di Bridges e Landry Shamet, e il Frost Bank Center si riempie di mormorii, ma proprio quando gli Spurs sembrano alle corde arriva la scossa del duo Wembanyama-Castle, alimentata dall’energia contagiosa di Keldon Johnson che spinge un parziale di 11-4 per evitare il K.O. tecnico e riaprire la gara.
Lo sforzo, però, presenta il conto nel finale di terzo quarto, perché nel solco tracciato da Bridges i Knicks ricostruiscono un margine importante anche con Towns e Brunson seduti in panchina, dimostrando la profondità delle rotazioni (75-84).
L’ultimo quarto si apre con un nuovo segnale di vita di Wembanyama, che prova a confermare il suo risveglio, ma quattro rimbalzi offensivi consecutivi dei Knicks permettono a Shamet e Deuce McBride di spingere il vantaggio fino a +14 con meno di 7' sul cronometro, facendo pensare a una chiusura anticipata della pratica. San Antonio, però, rifiuta l’idea di arrendersi e si getta nella rimonta con Dylan Harper che attacca il ferro senza paura, mentre Wembanyama domina su entrambi i lati del campo e firma, insieme ai compagni, un devastante 14-0 in 4'che riporta la sfida in perfetta parità e ribalta completamente il clima sugli spalti. Sembra che gli Spurs possano finalmente cogliere l'attimo: un’altra difesa solida apre il campo alla transizione e un canestro con fallo di Wembanyama regala il sorpasso sul 104-102, ma proprio quando il palazzetto sogna il colpo grosso Brunson si prende la scena con un tiro difficilissimo che vale la nuova parità e rimette tutto nelle mani degli ultimi possessi.
L’aria diventa irrespirabile nell’ultimo minuto, e sono tre errori del lungo francese a decidere la storia di questa gara: un tiro affrettato dalla media distanza che non tocca il bersaglio, una palla persa sanguinosa e un fallo che manda Brunson in lunetta a 7,0" dalla fine, prima dell’ultima conclusione dalla media che si spegne sul ferro e consegna ai Knicks il 2-0 nella serie e un viaggio verso New York con una mano ben salda sul trofeo Larry O’Brien. Ci sarà un Madison Square Garden in piena ebollizione ad attendere le due squadre.
Boxscore: 29p+9r Wembanyama, 20 Fox, 15 Harper, 14p+9r Vassell, 14 Castle per S. Antonio; 21p+13r Towns, 20 Bridges e Brunson, 17 Anunoby, 13 Shamet per New York.