Mordente: «Questa Armani ha più cuore»
Due finali in due anni, Milano ha raggiunto l'obiettivo che si era prefissata ma ora vuole rilanciare. L'impresa di Caserta ha caricato i ragazzi di Bucchi in vista della atto conclusivo con la Montepaschi (gara 1 e 2 a Siena domani e martedì 15 giugno, gare 3 e 4 ad Assago il 17 e 19) e Marco Mordente - il giocatore più continuo della stagione biancorossa - sfodera l'orgoglio di chi vuole migliorare il pesante 0-4 della passata stagione.
Cosa ha avuto Milano più di Caserta?
Molto più cuore. Avevamo più esperienza certosina anche più voglia di loro.
È stata una battaglia più psicologica che tecnica? In gara 1, in gara 4 e in gara 5 effettivamente l'aspetto psicologico è contato molto. Soprattutto in gara 1 abbiamo dato un imprinting importante: loro si aspettavano di vincere subito e invece abbiamo dominato. La stessa cosa si è ripetuta in gara 5. Quando hanno giocato con fame ed intensità invece ci hanno messo sotto.
Giovedì nel post-partita c'è stato un episodio spiacevole nel tunnel che vi portava allo spogliatoio. Cos'è successo?
È scappato un tifoso nel tunnel, ho ricevuto un calcio gratuito che mi ha fatto planare per terra. Il servizio d'ordine ha allontanato il personaggio in questione e poi devo dire che sono stati molto efficienti nel riportare tutto alla normalità. Il presidente Caputo è stato il primo a scusarsi per l'accaduto.
Quanto è stata importante la spina dorsale italiana della squadra?
Gara 5 è stata la dimostrazione che gli italiani hanno qualcosa in più da dare. Caserta senza l'apporto di 2 americani importanti è andata in difficoltà mentre io, Bulleri e Rocca abbiamo fatto cose preziose anche se non per forza in termini di punti. E anche in casa loro i migliori sono stati Di Bella e Michelori.
Ha dedicato la vittoria a chi ha sputato su Milano nel corso dell'anno. A chi si riferiva?
Sembrava che Caserta dovesse asfaltarci, è stata più che una soddisfazione vincere contro di loro e reagire quando, anche durante la serie, tutti ci davano per spacciati. Le critiche ci possono e ci devono essere, ma non possono essere sempre distruttive. E non possono arrivare sempre da gente che in teoria di sport dovrebbe capirne.
Come si spiega tutte queste critiche?
Noi vestiamo una maglia storica, la più bella in Italia e tra le più belle in Europa. Siamo una squadra che vuole tornare ad essere grande e abbiamo un nome importante sulla maglia come quello di Armani. Probabilmente tanti vorrebbero vestirla, non ci riescono, e quindi sono pronti a criticare. Noi siamo contenti perché siamo in finale anche a sto giro nonostante tutto.
Il più bersagliato è Bucchi, cosa vorrebbe dire a chi lo mette in discussione?
Mi dispiace per Piero perché è massacrato. È vero che alcune volte non giochiamo un basket divertente ma in due anni abbiamo fatto un basket concreto che è la cosa più importante. Secondo me è stato bravo a gestire il gruppo nei momenti diffìcili: ha capito da chi poteva avere di più.
Con che spirito affrontate Siena?
Ce la dobbiamo godere fino in fondo, dobbiamo andare carichi per spaccare. Sono sicuro che qualcosa di meglio possiamo fare, secondo me arriviamo alla finale con più determinazione rispetto all'anno scorso.
Michele Gazzetti