I sogni di Nicolò Melli

30.06.2010 09:39 di  Matteo Marrello   vedi letture
Fonte: Il Resto del Carlino - Reggio Emilia
Nicolà Melli, prossimo acquisto dell'Armani Jeans
Nicolà Melli, prossimo acquisto dell'Armani Jeans

ADESSO non gli resta che iscriversi all’università per studiare (‘Giurisprudenza, quasi sicuramente alla Cattolica’) dopo aver scelto quella per giocare a basket, l’Olimpia, la società che tra i canestri ha raccolto più gloria. Ma prima di cominciare la sua nuova vita a Milano, Nicolò Melli ha un’altra cosa da fare: ‘Vacanza, vacanza’, ripete l’ex bimbo prodigio fresco di esame di maturità, come se questa parola gli suonasse un po’ difficile. Comprensibile: fra Nazionali giovanili e camp, le sue estati finora non sono certo state quelle tipiche del liceale.
Tipico, nel senso di comune, non è certo Nicolò Melli, da un paio di giorni entrato nella dimensione che il destino aveva scritto da tempo: talento extralarge per una piazza come Reggio, cercherà in un grande club come l’Olimpia la consacrazione che come giocatore potrebbe portarlo anche più in là di Milano. Era un futuro previsto, è un presente che comincia oggi, salutando la società che l’ha tenuto a battesimo senza coccolarlo come meritava, ringraziando i reggiani che l’hanno cullato sempre, convinto che in tanti lo accompagneranno in questo nuovo viaggio. Perché è vero che i giocatori passano e le società restano, ma i bravi ragazzi non si dimenticano mai.



Nicolò Melli, cosa significa Milano?
«Un sogno che si avvera».


Dicono tutti così…
«Per mè lo è davvero. Milano, come città e come società, ha sempre avuto un fascino speciale».


Il motivo?
«Non ce n’è uno in particolare: è questione di sensazioni, per questo non esiste una spiegazione razionale».


Cosa sa della storia Olimpia un ragazzo di 19 anni?
«Poco. Non ho vissuto l’epoca di Meneghin e D’Antoni, per me Milano significa Gallinari».


Giocatore al quale l’hanno paragonata spesso...
«Sì, è successo. Ma io non amo i paragoni».


Cos’ha in comune con Gallinari?
«Fuori dall’ambito sportivo, abbiamo un buon modo di proporci. Siamo ragazzi con la faccia pulita».


Faccia pulita e giovane, ora bisogna conquistare una metropoli: ricetta?
«Spero veramente di far bene all’Armani. Mi piacerebbe essere accolto bene, tutto il resto me lo devo meritare».


Milano è un punto d’arrivo o di partenza?
«Entrambi. Quando entri in un grande club, in una città così, non puoi considerarti in transito. Ma è anche un inizio: per la mia crescita come giocatore».


Primo obiettivo?
«Migliorare. Mi aspetta tutto il lavoro, fisico e tecnico, che non sono riuscito a fare perchè impegnato con la scuola».


Il sogno nel cassetto?
«Quello che mi accompagna da una vita: vincere l’Eurolega con una squadra italiana. Sono convinto che Milano, presto o tardi, sarà in grado di farlo».


Melli, cosa lascia a Reggio?
«Tre anni belli, non sempre fortunati: nel mio bilancio di giocatore, sono migliorato. E’ stata una bella palestra».


Il ricordo più esaltante?
«La partita di Varese un paio di stagioni fa: segnai 24 punti. E una settimana dopo mi spaccai il ginocchio».


Le persone che si porta dentro saranno più di una...
«E’ così. Su tutti, Alvin Young: mio fratello maggiore. Poi Kudlacek, che è un grande amico, e Frosini, che ho avuto il piacere di conoscere quest’anno. E Slanina, altra bella persona».


Cosa rimpiange di non aver avuto?
«Più vittorie e la promozione in serie A. Soprattutto quest’anno: abbiamo sprecato un’occasione prima che mi facessi male nel finale di stagione. Peccato».


A Reggio qualche mese fa è venuto a vederla lo staff dei Lakers: ci pensa alla Nba?
«E’ già un bel passo Milano e a me piace farne uno alla volta. Ripeto: ho sposato un progetto non per fare un’esperienza di passaggio, ma perchè ci credo».


Come si presenterà ai tifosi di Milano?
«Lavato, ben vestito, sorridente: mi sembra un buon inizio...».


Intendevamo dire: cosa direbbe di sè al suo nuovo pubblico?
«Sinceramente non saprei. Ma credo che le parole servano a poco: in una piazza così, contano i fatti».


Come saluta i reggiani?
«Ringraziandoli».


Perchè?
«Per tre anni mi sono sempre stati vicini, con attenzione e affetto. Specialmente il primo: bastava che in campo facessi qualcosa perché sugli spalti facessero festa».


C’è un tizio in America che un paio di giorni fa ha detto di voler chiudere la carriera in Italia e di avere amici a Reggio: farà così anche lei?
«Kobe Bryant ha anche aggiunto che ci penserà fra 5-6 anni: a me lasciatene qualcuno di più».


Cosa le mancherà della sua vita reggiana?
«Vedere mio padre in pigiama alla mattina».


Chi è il nuovo Melli?
«Che domande? Mio fratello Enrico: spero che abbia una bella carriera».


Prima di Milano cosa l’aspetta?
«Una bella vacanza a Barcellona, in sette amici con due auto. Dopo la maturità, me la sono meritata».


A proposito: che regalo si è fatto?
«Per la promozione o per il contratto con l’Armani?».


Diciamo entrambi.
«Un navigatore satellitare: a Milano mi servirà».

Angelo Costa