Basket in carrozzina: la nuova vita del Santa Lucia, parla il Presidente

Giulio Sanna racconta le difficoltà degli ultimi anni e la rinascita col ritorno in serie A della squadra più vincente del basket in carrozzina italiana
27.10.2023 15:48 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Basket in carrozzina: la nuova vita del Santa Lucia, parla il Presidente

Il palmares: 21 scudetti, 24 finali di campionato disputate consecutivamente, 3 Champions Cup e numerosi altri trofei tra Coppa Italia, Super Coppa e Coppa Europea. La squadra più titolata d’Italia. Nel 2018 l’inizio della crisi, due anni balbettanti in serie A poi la serie B. Tre anni di purgatorio, lo storico campo di via Ardeatina perso per sempre, il legame con la Fondazione Santa Lucia – un’eccellenza italiana nel campo della neuroriabilitazione ospedaliera di alta specialità nella ricerca nelle neuroscienze  - dissolto. L’anno scorso la finale con Parma per salire in A persa a gara 3. Ma la rinuncia dei parmensi riammette il Santa Lucia basket in carrozzina di Roma nella massima serie.

E sabato scorso dopo 5 anni di purgatorio, il nuovo esordio, in casa al Pala Reny con il Santo Stefano Kos Group: 29 a 100 il risultato, ma Mohamed Alì Giulio Sanna, Presidente, giocatore, da sempre al Santa Lucia non fa una piega.

In fondo meglio che questi 100 punti li abbiamo presi alla prima giornata. Così tutti i nostri ragazzi o quelli non abituati alla serie A hanno capito subito che abisso c’è fra la serie B e la massima. Il primo impatto per loro è stato fortissimo, ma sono comunque soddisfatto, siamo qui, siamo tornati in serie A e vogliamo far di tutto per rimanerci. Noi abbiamo dei ragazzi che hanno iniziato 5 anni nel nostro vivaio, alcuni erano appena usciti dall’ospedale. Insomma la festa per noi è cominciata. Vedremo come andrà a finire. Intanto siamo 16 e non credo che tante altre squadre in serie A abbiamo una rosa così ampia”.

Come è stato allestire la squadra e che obiettivi avete?

L’idea principale era quella di non stravolgere il gruppo che è arrivato in finale lo scorso anno. Abbiamo inserito due nuovi, e ripreso Boccacci che voleva riavvicinarsi a casa – è di Rieti – così abbiamo deciso di tentare questa avventura. Il nostro obiettivo è salvarci per poi assestarci meglio il prossimo anno. Anche perché avendo accettato il ripescaggio dopo la rinuncia di Parma a giugno, abbiamo dovuto fare le cose un po' di corsa ma stiamo bene così”.

Perché lei fa anche l’allenatore?

No, no, chiariamo subito questa storia. Avevamo fatto un accordo con un Allenatore che ha la tessera Fip che fino allo scorso anno poteva, lui come tutti gli altri con questa tessera, allenare anche il basket in carrozzina. Poi è cambiata la regola e serve un tesserino specifico della Federazione Italiana Pallacanestro in carrozzina. Oppure un Allenatore Nazionale Fip che può allenarci con la deroga. Il che è molto difficile da trovare. Così per il momento chiamo io i cambi ed organizzo gli allenamenti, ma fare il Presidente, l’allenatore ed il giocatore no, è troppo!

E la questione sponsor? Quanto costa una stagione di serie A?

Stiamo cercando un main sponsor ma è molto difficile. Abbiamo l’aiuto di alcuni di quelli vecchi che ci hanno sempre sostenuto per fortuna perché un campionato di serie A costa tra i 100 ed i 120 mila euro. Poi a marzo andremo anche in Francia a giocare la Coppa, quindi abbiamo bisogno di tutti gli aiuti possibili. Per quello che è possibile fare, devo dire che il Comune ci sta molto vicino e stiamo continuando a dialogare per arrivare ad un collegamento ancora più stretto. Il palazzetto dello sport? No, non ci riguarda. Non abbiamo quell’esigenza di pubblico. Non nego che mi piacerebbe giocare lì una partita. Ma una, un evento particolare. Forse sarebbe bello per il nostro movimento una partita della Nazionale”.

Il campionato è appena iniziato e voi sabato 28 ottobre non giocate ma com’è secondo lei il livello?

Secondo me con la divisione in due gironi si perde qualcosa sul piano tecnico, ma il livello del gioco è molto alto. Con il fatto che le ragazze giocano con noi e si portano dietro l’abbassamento del punteggio in base al loro grado di disabilità, credo che sarà un campionato di contatti fisici importanti. Tecnicamente da qualche anno si gioca di più con i 3 o i 4 o meglio ancora con un ruolo di mezzo fra questi due”.