L'ingiustizia delle squalifiche
Pianto il mio vessillo sulla trincea di "color che capiscono qualcosa", per protestare contro le squalifiche dei campi. Non so proprio quando in Federazione cominceranno ad aprire le orecchie a questa musica: sempre tardi, comunque. Come fare entrare in certe teste l'idea, pur chiara ed evidente, che la "squalifica per i turni successivi" è un provvedimento appartenente ad un tipo di giustizia talmente vecchio, retrogrado, superato, da essere, alla fine, un tipo di ingiustizia? (Allo stesso modo in cui la condanna al rogo appartiene ad un tipo di giustizia talmente vecchio da essere oggi universalmente ritenuto un tipo di ingiustizia. Eppure la F.I.P. condanna ancora i suoi rei…). Siamo al medioevo. Siccome un isolato spettatore, una bella domenica, tira un "cartone" all'arbitro, arrivano come minimo due giornate di squalifica al campo, si gioca a porte chiuse dando un netto vantaggio alle prossime avversarie. Poi c'è il discorso della "recidività" che alla fine di una stagione agonistica dovrebbe terminare e non può essere applicata per fatti avvenuti negli anni precedenti. In Italia ci sono campi recidivi da una vita. Qualcuno tenta di dire che non è vero, ma non è così. Questa è la musica. E vale anche per i giocatori. Si colpisca modernamente a suon di euro, fa più male, anziché falsare ingiustamente gli esiti tecnici del campionato con la mania oscurantista delle squalifiche…