Il Torneo dei Giardini Margherita a Bologna: più di un torneo all'aperto

Gli occhi di una bolognese Doc ci raccontano le emozioni e cosa si prova durante il mese del Torneo amichevole più famoso d'Italia
17.06.2026 12:35 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Fonte: foto da FB Torneo dei Giardini Margherita
Il Torneo dei Giardini Margherita a Bologna: più di un torneo all'aperto

Ormai il Tornei dei Giardini Margherita Walter Bussolari /Bianca Costantini a Bologna è ben più di un torneo estivo all’aperto. E’ il Torneo, con la T maiuscola: 44 anni di edizioni, da nove anni si gioca il Torneo femminile, e la finale del Torneo maschile (quest’anno il 16 luglio) viene trasmessa su Sky Sport. Un successo straordinario che identifica – ammesso che ce ne fosse ancora bisogno – la passione di Bologna e la conferma “Basket City”.
Essere al Torneo dei Giardini Margherita è un po' come sentirsi a casa. Io quando arrivo qui d’estate dopo la stagione, so che c’è un appuntamento che caratterizza la mia città. Non ho bisogno di messaggi o telefonate, so che lì incontrerò tutti”
Chi parla è Mariella Santucci, playmaker della Reyer Venezia e della Nazionale, bolognese doc. Lei non partecipa al Torneo per motivi contrattuali, ma quando rientra a casa è sempre lì la sera a vedere partite. “Giocano molte mie amiche, incontri persone che durante l’anno ovviamente fai fatica a vedere, passi del tempo vedendo della gran pallacanestro perché il livello è alto, ed è divertente vedere la pallacanestro all’aperto”.
Sarà anche un Torneo amichevole ma l’agonismo è alto giusto?
“Nel rispetto della tradizione che nessuno mci sta a perdere, l’agonismo è altissimo, tutti si impegnano al massimo, ci sono giocatrici e giocatori forti, di B, C ma anche di serie A quindi ogni partita è giocata la massimo delle possibilità. Ed è davvero un Torneo inclusivo perché da un po' ci sono tante altre categorie che giocano, per renderlo sempre più inclusivo”.
Per lei qual è il divertimento maggiore?
Vedere giocare le mie amiche, anche se quest’anno quelle più vicine non ci sono, vedere che in campo ci si vuole superare ad ogni costo, sportivo ovviamente, e poi si va a cena in un posto lì vicino o anche nella stessa area che è stata attrezzata con tanti stand. Mi piace respirare un’aria diversa, di impegno sì, ma anche di divertimento e relax. La mia speranza è che il Torneo femminile continui a crescere e magari che anche la finale femminile – quest’anno si gioca il 25 giugno -  vada in diretta in televisione. La visibilità è quel che ci serve. Ed il Torneo dei Giardini Margherita è una splendida opportunità”.

Dunque 44 anni di storia, 68 giocatori di Serie A, 286 di A2, 21 giocatori con almeno 1 presenza in Nazionale, 3 giocatori NBA, 18 giocatrici di Serie A, 1000 spettatori di media ogni sera, quasi 4000 spettatori di media per le finali, un torneo che ha visto sul campo gente come Abbio, Galanda, Hackett, Mario Boni, Michael Sugar Ray Richardson, e sugli spalti Pantani, Baggio, Cremonini, Myers, Danilovic, Gallinari, Belinelli, Saliou Niang, PJ Carlesimo. Solo per fare dei nomi.
Il torneo è maschile, femminile, per gli atleti con sindrome di down, c' è il baskin.