Bruno Cerella prepara il ritorno all'Olimpia Milano: «Il ruolo? Lo capiremo assieme»

15.01.2026 09:50 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Bruno Cerella prepara il ritorno all'Olimpia Milano: «Il ruolo? Lo capiremo assieme»
© foto di Doniselli/Ciamillo

Ha vinto due scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa conquistando, per la prima volta, i playoff di Eurolega con Milano. Bruno Cerella è un vero uomo Olimpia, e ora prepara il suo ritorno nel club. In un'intervista a La Repubblica, rivela: "Prima di tutto stai facendo la domanda ad un grande tifoso di Milano. Non mi sento solo un ex giocatore ma uno che vive una storia bellissima e romantica con il club. Sono in contatto costante con l'Olimpia e la proprietà, non abbiamo ancora approfondito un ruolo ma, allo stesso tempo, loro sanno che sono a disposizione. Il tempo sicuramente ci farà comprendere se ci sono le condizioni per collaborare e in che modo. Il ruolo? Lo capiremo assieme, il mio è il punto di vista è più quello di un imprenditore".

Cerella ha anche parlato di Peppe Poeta: "Ci siamo conosciuti quando ero passato per Salerno e lui giocava a Battipaglia. Ci siamo ritrovati a Teramo: è stato un compagno di squadra stupendo ed è diventato, poi, un grande amico. È un orgoglio per me vedere che oggi è diventato il capo allenatore di un club importante come l'Olimpia. Mi piace molto l'atteggiamento che ha verso la vita, oltre che per come interpreta il ruolo di allenatore. Penso che una delle cose più belle dello sport sia creare dei rapporti amicizia che, come nel caso di Peppe o di Tommy Marino, durano per la vita".

Sulla squadra aggiunge: "A me piace, sta crescendo e, finalmente, recuperando tutti gli infortunati. Credo che al completo possa competere e divertirsi sentendosi più leggera. Mi piace molto Quinn Ellis, che è giovane, ha grandi potenzialità e margini di crescita enormi a livello personale e all'interno del sistema Olimpia. Armoni Brooks sta facendo una bellissima stagione e sarebbe molto interessante tenerlo per il futuro. Bolmaro? Mi piace quel pazzo, è un ragazzo d'oro, durante il suo infortunio è mancata un po' alla squadra la sua spinta, i contropiedi folli, la capacità di giocare e difendere in più ruoli. Qual è il segreto di noi argentini? Non abbiamo niente nel cervello".