Thunder, Mark Daigneault dopo Gara‑1: “Dobbiamo solo trovare soluzioni”

Thunder, Mark Daigneault dopo Gara‑1: “Dobbiamo solo trovare soluzioni”
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Mark Daigneault si è presentato davanti ai media con la lucidità di chi sa che una serie playoff non si decide in una notte. Dopo la sconfitta in doppio overtime contro gli Spurs, il coach dei Thunder ha riconosciuto la complessità del momento, ma ha ribadito che la strada è chiara: crescere, correggere, reagire. La sua analisi parte dalla protezione del ferro, un tema che ha segnato l’intera Gara 1. Daigneault ha spiegato che si è trattato di “una combinazione di cose” e che in partite così lunghe “cerchi ciò che è sostenibile per te e per l’avversario”. Ha riconosciuto che la presenza di Wembanyama vicino al canestro è un fattore costante, perché “riuscire ad arrivare al ferro, schiacciare o costringerci al fallo per evitare un layup è qualcosa di sostenibile”, ricordando che “più ne concedi, più quei tiri diventano prevedibilmente efficienti”.

Il tecnico ha sottolineato come la resistenza iniziale dei Thunder nel pitturato non sia durata per tutta la gara: “Abbiamo fatto un lavoro migliore all’inizio. Merito loro” . Ha aggiunto che gli Spurs “si sono calibrati bene alla partita, ci hanno attaccato nel finale, sono arrivati ai loro punti di forza e ci hanno messo in dilemmi difficili”. Daigneault ha poi affrontato il tema dell’attacco e del coinvolgimento di Chet Holmgren, spiegando che la chiave è collettiva: “È una buona domanda” , ha detto, aggiungendo che “gli attacchi generali dell’offensiva aiuteranno tutti, mettendo tutti in situazioni di vantaggio, incluso lui”. Per il coach, la soluzione passa da un’esecuzione più fluida: “Se giochiamo meglio collettivamente, lui sarà più coinvolto e avremo più possibilità offensive”.

Sul piano difensivo, Daigneault ha chiarito che contro un talento come Wembanyama non esistono piani rigidi: “In queste serie tutto è sul tavolo”, ricordando che “non puoi lanciare un solo tipo di lancio per tutta la serie”. Ha spiegato che l’approccio di Gara‑1 nasceva da ciò che si era visto “nelle sfide di regular season e nei primi due turni, sia da noi che da loro” , ma che nei playoff “devi capire quali sono i problemi e spegnere gli incendi rapidamente”.

Daigneault ha poi parlato dell’attacco e della necessità di dare più vantaggi a Shai Gilgeous‑Alexander: “Si tratta di eseguire meglio, ma anche di avere collettivamente una migliore intenzionalità e un miglior approccio”. Ha spiegato che questo permetterà di “mettere la difesa in più dilemmi” e che quando la squadra funziona, Shai “si farà vedere in grande stile”, perché tutto dipende “dalla nostra offensiva collettiva” .

Guardando al quadro generale, il coach ha invitato alla calma: “È una serie. È una serie lunga”, ricordando che “non saremo perfetti”. Ha insistito sull’importanza di resettare: “Siamo in grado di voltare pagina e affrontare la prossima gara con una mentalità da 0‑0, cercando semplicemente di vincere”. Ha riconosciuto anche la complessità dell’avversario: “Sono ovviamente molto forti”, sottolineando che si tratta di “un avversario relativamente poco familiare”, così come i Thunder lo sono per gli Spurs.

Daigneault ha chiuso con una frase che sintetizza perfettamente il suo approccio: “Dobbiamo solo essere una squadra migliore in Gara‑2”. Una dichiarazione semplice, diretta, che racchiude la filosofia di un gruppo giovane ma già abituato a crescere dentro le difficoltà. La serie è appena iniziata e Oklahoma City sa di avere ancora molte risposte da costruire.

Redazione Pianetabasket.com
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