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Kerr: “Voglio Draymond qui fino alla fine”; Golden State aspetta la decisione del veterano

Kerr: “Voglio Draymond qui fino alla fine”; Golden State aspetta la decisione del veterano

A Golden State il futuro di Draymond Green è il tema che accompagna la fine della primavera. Il veterano ha in mano una player option da 27,7 milioni per la stagione 2026‑27 e dovrà decidere entro il 29 giugno se restare, negoziare un nuovo accordo o testare la free agency. La dirigenza ha già fatto sapere di aver affrontato l’argomento con lui, ma la scelta finale resta nelle mani del giocatore. Il general manager Mike Dunleavy Jr. ha spiegato chiaramente la posizione della franchigia: «Abbiamo avuto discussioni in cui abbiamo detto che vogliamo che finisca la carriera da Warrior» . E ha aggiunto: «Lui più o meno la pensa allo stesso modo. Mi aspetto che torni, ma la decisione spetta a lui». Green, oggi 36enne, è uno dei simboli della dinastia Warriors: quattro titoli NBA, quattro convocazioni all’All‑Star Game e il premio di Difensore dell’Anno 2017. Un patrimonio tecnico, emotivo e culturale che Golden State non vuole perdere.

Kerr: “Sono impegnato ad allenare lui e Steph finché saranno qui”. Anche Steve Kerr ha voluto ribadire pubblicamente quanto Green sia centrale nel progetto. Il coach ha ricordato che la scelta finale è del giocatore: «La cosa numero uno è che dipende da lui. Ha la player option, quindi deve discuterne con il suo agente e vedere come andrà». Poi ha aggiunto una frase che racconta il rapporto costruito in oltre un decennio di successi condivisi: «Sono impegnato ad allenare lui e Steph, ovviamente, per tutto il tempo in cui saranno qui. Li considero collaboratori, e ciò che abbiamo costruito è qualcosa di davvero speciale». Parole che confermano quanto Kerr veda in Green non solo un giocatore, ma un partner tecnico, un’estensione del suo pensiero in campo, un pezzo fondamentale dell’identità dei Warriors.

Quanto pesa questa decisione sul futuro della franchigia? La scelta di Green non riguarda solo il suo contratto: riguarda l’intera direzione della squadra. Golden State è in una fase di transizione, con il nucleo storico che si avvicina alla fase finale della carriera e una dirigenza chiamata a bilanciare competitività e sostenibilità salariale. In questo contesto, la permanenza di Draymond rappresenterebbe continuità, leadership e un legame con la cultura che ha reso i Warriors una delle dinastie più vincenti dell’era moderna. La palla, ora, è nelle sue mani. E a San Francisco sperano che la risposta sia quella che tutti vogliono sentire.

Redazione Pianetabasket.com
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