I Jazz spezzano la serie negativa e piegano ancora i Mavericks di Cooper Flagg
Il primo incrocio stagionale tra Jazz e Mavericks aveva già raccontato molto del talento di Cooper Flagg: 42 punti alla sua maniera, tra esplosioni al ferro e letture da veterano, ma con il sapore amaro della sconfitta per Dallas. Nel secondo atto, il rookie dei Mavs si presenta di nuovo in scena con una prova completa – 26 punti, 10 rimbalzi, 8 assist – e firma 7 dei primi 13 punti texani, quasi a voler ribadire che il baricentro offensivo passa ormai dalle sue mani. Utah però non si lascia intimidire e risponde con il proprio atletismo: Cody Williams si prende il palcoscenico in avvio, vola sopra il ferro per tre alley-oop che accendono la Vivint Arena e danno il tono alla serata, mentre Keyonte George attacca con decisione Klay Thompson, lo batte in uno contro uno e chiude un gioco da tre punti che allarga il margine. Sulla giocata successiva, l’ex Warriors perde un pallone sanguinoso e Kyle Filipowski si lancia in campo aperto per il 27-17. Dopo dodici minuti Utah è ancora avanti di cinque lunghezze 34-29, ma l’inizio del secondo quarto si trasforma in una piccola odissea offensiva per entrambe: nonostante una tripla iniziale di Thompson, le due squadre combinano un desolante 1/18 dal campo nei primi 4'. Il vantaggio interno si dilata comunque fino al 53-39 con le palle perse dei Mavericks, che poi trovano un parziale di 7-0 e, proprio allo scadere del tempo, con un “and one” di Anthony Davis che riporta gli ospiti a un solo possesso di distanza (58-55).
L’uscita dagli spogliatoi rilancia lo scontro: Naji Marshall apre il secondo tempo con una tripla, Cooper Flagg legge il raddoppio e pesca Max Christie dietro l’arco per il sorpasso Dallas (61-60). Pochi minuti più tardi è ancora Anthony Davis a prendersi la scena con un grande stoppata su Kyle Anderson, seguita da una schiacciata in contropiede, prima che Flagg completi il quadro chiudendo un alley-oop su invito di Ryan Nembhard, quasi a voler ribadire che il talento giovane di Dallas è pronto a reggere i finali caldi. Il terzo quarto si chiude con i Mavericks avanti di un solo punto, e l’ultimo periodo si apre con la firma di Klay Thompson dall’arco per il 92-88, preludio a qualche minuto di botta e risposta in cui le due squadre si scambiano colpi pesanti senza riuscire a scappare. In quel frangente i Jazz trovano però il proprio “run” decisivo: un 12-0 che nasce dalla versatilità di Lauri Markkanen, capace di attaccare in palleggio Anthony Davis, e dalla lucidità di George nel gestire i possessi, fino a restituire a Utah il controllo del tabellone proprio mentre la partita entra nel suo tratto più delicato. Sul drive di Markkanen che ridà il vantaggio ai padroni di casa arriva anche la nota stonata per Dallas: Davis si fa male a una mano e deve lasciare il parquet a due minuti dalla fine, con i Mavs sotto di sei punti e costretti a reinventarsi il finale senza il loro faro interno. Thompson prova a riaprire tutto con l’ennesima tripla che dimezza lo scarto, ma George attacca frontalmente Cooper Flagg, lo batte in penetrazione e rimette due possessi pieni tra le squadre. Gli ultimi secondi diventano così una corsa contro il tempo per Dallas: Naji Marshall trova il bersaglio dall’arco sulla sirena, ma il suo canestro serve solo a fissare il punteggio sul 116-114, con Utah che può finalmente tirare un sospiro di sollievo e mettere un punto alla striscia di cinque sconfitte consecutive.