Gli Oklahoma City Thunder schiaffeggiano dei Lakers senza stars

Oklahoma City passa a Los Angeles con un 123-87 che non lascia repliche, approfittando delle tante assenze gialloviola.
08.04.2026 07:50 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
Gli Oklahoma City Thunder schiaffeggiano dei Lakers senza stars
© foto di nba.com

A distanza di pochi giorni dalla vittoria contro i Lakers al completo, i Thunder replicano la propria superiorità anche in una versione ancora più sbilanciata, trovandosi di fronte una squadra priva non solo di LeBron James ma anche delle altre stelle abituali e di pedine importanti come Marcus Smart e Jaxson Hayes, per non dimenticare i lungodegenti Doncic e Reaves. La differenza di qualità e continuità emerge senza bisogno di forzare, con Shai Gilgeous-Alexander che incarna alla perfezione la calma del campione in carica: 25 punti con percentuali altissime in appena 28 minuti. Nessuno dei suoi compagni resta in campo più a lungo, segno di una gestione lucida delle rotazioni in una serata in cui il margine si allarga presto e consente al coaching staff di distribuire responsabilità, mentre dalla panchina spunta un Isaiah Joe in versione microonde, capace di produrre quasi un punto al minuto e di punire ogni esitazione della difesa losangelina (18 punti in 18'). Dall’altra parte il quadro è molto più cupo, perché i Lakers tirano con un modesto 44% dal campo e trovano in Rui Hachimura l’unico giocatore capace di arrivare a quota 15 punti, dato che racconta bene le difficoltà offensive di questi giocatori andati in campo. Il 123-87 finale fotografa una serata in cui i Thunder controllano il contesto con naturalezza, limitandosi a eseguire il proprio piano e a sfruttare ogni crepa avversaria

Eppure l’avvio non è completamente a senso unico, perché dopo dodici minuti i californiani sono ancora a tre possessi di distanza (27-34) e riescono a restare agganciati per buona parte del secondo quarto, prima che la tensione salga con un battibecco tra Jarred Vanderbilt e JJ Redick e OKC ne approfitti per piazzare il parziale decisivo, un 23-4 in sei minuti che spalanca la strada verso l’intervallo con un margine già molto pesante (47-65).
Da lì in avanti la mancanza di risorse offensive dei Lakers diventa sempre più evidente, con Jake LaRavia che non trova la misura al tiro, Deandre Ayton che fatica a imporsi come riferimento interno e Luke Kennard (10 punti, 9 assist) costretto a reinventarsi creatore primario in un ruolo che ne limita l’efficacia. Dopo quattro minuti senza canestri di squadra, Bronny James prova a sbloccarsi con un pull-up dalla media distanza che però si spegne in un airball, immagine che riassume la frustrazione di un gruppo a corto di soluzioni e fiducia, mentre il tabellone racconta già un vantaggio oltre i venti punti per SGA e compagni. L’ultima frazione scorre così come una lunga gestione del vantaggio per Oklahoma City.