Fears da record, i Pelicans battono Utah e riscrivono i libri di franchigia
Nel penultimo atto di un'altra stagione senza playoff, i Pelicans trovano una scintilla che va oltre il semplice risultato, perché il 156-137 inflitto ai Jazz coincide con l’esplosione definitiva di Jeremiah Fears, settima scelta assoluta al Draft e nuovo volto di una franchigia che cerca riferimenti per il futuro.
Il rookie firma 40 punti, massimo in carriera e nuovo record per un debuttante nella storia di New Orleans, superando il precedente primato di Marcus Thornton del 2010, e lo fa con un volume di tiri importante ma efficiente, chiudendo con 17 canestri dal campo e una serata solo parzialmente macchiata dalla mira dall’arco. Il contesto rende il tutto ancora più significativo, perché i Pelicans scelgono di affrontare l’ultima gara casalinga del secondo anno consecutivo senza postseason lasciando in panchina, pur disponibili, Zion Williamson, Herb Jones e Saddiq Bey, mentre Trey Murphy III e Dejounte Murray sono fermi per problemi fisici.
In questo scenario Jordan Poole si ritaglia un ruolo da co-protagonista, sfruttando una delle rare occasioni da titolare per mettere 34 punti con sette triple e un terzo quarto da 22 punti personali, periodo in cui New Orleans firma 50 punti di squadra e stabilisce il nuovo record di franchigia per una singola frazione. Attorno a loro cresce un supporting cast giovane e affamato, con Micah Peavy che tocca il suo massimo stagionale, Jordan Hawkins che conferma il pedigree da realizzatore scelto al primo giro nel 2023 e Derek Queen che abbina punti e rimbalzi nel pitturato, contribuendo a un totale di 90 punti in area che racconta meglio di qualsiasi altra cifra la superiorità fisica e tecnica dei padroni di casa.
Dall’altra parte il quadro è quello di una squadra in piena caduta, con Utah che incassa la decima sconfitta consecutiva e la quattordicesima nelle ultime quindici uscite, ma che continua comunque a dare spazio a volti nuovi e a raccogliere segnali individuali interessanti in mezzo a un contesto collettivo complicato. Kennedy Chandler guida l’attacco con una prova da 31 punti, mentre Cody Williams lo affianca con una produzione di 26, e Brice Sensabaugh, reduce da una striscia da quasi 26 punti di media nelle dieci gare precedenti, si ferma a quota 18 ma resta uno dei riferimenti più costanti di questo finale di stagione, pur senza riuscire a invertire la rotta di una squadra in evidente difficoltà difensiva.
La serata regala però spazio anche a storie meno attese, come quella di Bez Mbeng, prodotto di Yale alla sua tredicesima apparizione in NBA, che trova il suo massimo in carriera (26 punti) e dimostra di poter reggere il campo in un contesto ad alto punteggio, mentre John Konchar firma una tripla doppia (12 punti, 10 rimbalzi, 10 assist) che aggiunge sostanza a un boxscore già ricco di cifre ma povero di equilibrio reale tra le due squadre.
New Orleans, dal canto suo, completa la propria notte da record con il contributo silenzioso ma fondamentale di Kevin Looney, che torna in quintetto e domina a rimbalzo, dando ulteriore peso a un dominio nel pitturato che spezza ogni tentativo di rimonta e consolida il nuovo massimo di punti segnati in una singola partita, superando il precedente limite di 153, curiosamente stabilito sempre contro i Jazz nel gennaio 2024.