Con Holiday e Henderson i Trail Blazers piegano Utah e si avvicinano ai Warriors

Con Holiday e Henderson i Trail Blazers piegano Utah e si avvicinano ai Warriors
© foto di nba.com

A Portland è una di quelle serate in cui il parquet racconta molto più di un semplice incrocio di regular season: sugli spalti c’è il commissioner Adam Silver, la vendita dei Trail Blazers è ormai vicina alla formalizzazione al prossimo Board of Governors e in campo la squadra gioca con l’urgenza di chi sente che ogni vittoria può cambiare la narrativa della stagione: la squadra è decima con un posto nel play-in che si potrebbe anche migliorare..
L’avvio, però, è tutto dalla parte di Utah: i Jazz partono fortissimo, scappano subito sul 33-15 e sembrano pronti a trasformare la partita in una lunga rincorsa per i padroni di casa, trascinati da un Brice Sensabaugh che vede il canestro grande come una vasca e punisce ogni esitazione della difesa di Portland. È proprio in quel momento che i Blazers si ritrovano: stringono le maglie dietro, alzano il ritmo in transizione e costruiscono un parziale di 27-5 che ribalta completamente l’inerzia, con Jrue Holiday e Scoot Henderson a spartirsi responsabilità offensive e Donovan Clingan a imporre la sua presenza nel pitturato, tra rimbalzi, roll profondi e punti facili vicino al ferro.

L’inizio del secondo quarto conferma la sensazione di una Portland ormai pienamente in controllo del proprio gioco: Sidy Cissoko apre il periodo con due triple consecutive che completano un 14-0 di parziale, i Blazers mettono la testa avanti e il pubblico capisce che la serata può prendere una piega diversa rispetto a quel primo quarto da incubo.
Holiday trova ritmo dal perimetro, firma la tripla del primo sorpasso e diventa il metronomo di un attacco che alterna letture dal pick and roll e scarichi sul perimetro, mentre Henderson aggiunge esplosività dal palleggio e Clingan continua a dominare a rimbalzo, trasformando ogni errore in una seconda opportunità: il 66-58 dell’intervallo è la fotografia di una squadra che ha saputo assorbire il colpo iniziale e rispondere con maturità.
Utah, però, non molla la presa: Sensabaugh continua a colpire dall’arco, Oscar Tshiebwe porta fisicità nel traffico e, nonostante l’uscita precoce di Ace Bailey per sintomi da commozione dopo appena sette minuti, i Jazz restano agganciati alla partita con una serie di mini-parziali che impediscono a Portland di scappare definitivamente.

Nel secondo tempo la gara si trasforma in una lunga prova di gestione per i Blazers: ogni volta che sembrano sul punto di allungare, Utah trova il modo di rientrare, come nel terzo quarto quando il layup di Tshiebwe riporta gli ospiti a un possesso di distanza sul 91-89, ricordando a tutti che il margine di errore resta minimo. Portland, però, mostra il tipo di durezza mentale che serve a una squadra che guarda alla zona play-in: non si scompone, continua a cercare i propri riferimenti offensivi e, quando Sensabaugh firma la sua ennesima tripla per il 106-101 a meno di 6' dalla fine, la risposta è immediata e chirurgica, con due triple consecutive di Holiday e Henderson che ricacciano indietro i Jazz e fissano un nuovo solco in doppia cifra.
Il resto è gestione consapevole di un vantaggio costruito possesso dopo possesso, in una notte in cui il risultato vale doppio: la contemporanea sconfitta di Golden State avvicina Portland a mezzo passo dal nono posto a Ovest, mentre sugli spalti Silver osserva una franchigia che, tra un cambio di proprietà imminente e un gruppo giovane in crescita, prova a ridisegnare il proprio futuro partendo da serate come questa.
Boxscore: 25 Henderson e Holiday, 21p+15r Clingan, 17 Avdija, 14 Sissoko per i Blazers; 31 Sensabaugh, 19 Williams, 17 Collier, 11 Filipowski, 10 Harkless per i Jazz.

 
 
Redazione Pianetabasket.com
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