LeBron James pronto al "sacrificio" per lasciare brillare Doncic e Reaves
Il ritorno di LeBron James contro i Bulls poteva far pensare a una serata di rodaggio, ma la realtà è stata un’altra: il leader dei Lakers ha scelto di restare in secondo piano per lasciare spazio alla prestazione monumentale di Luka Doncic, autore di 51 punti, e alla prova brillante di Austin Reaves, che ne ha messi 30 con grande efficienza. Dopo una settimana positiva senza di lui, Los Angeles ha voluto testare nuovi equilibri, e il “King” si è inserito perfettamente in questa logica. Con un gruppo reduce da sei vittorie nelle ultime sette gare, la squadra ha trovato continuità anche grazie a un LeBron disposto a cambiare pelle per favorire i compagni. Il suo minutaggio è stato il più basso del quintetto e i suoi 13 tiri tentati sono stati un chiaro segnale della direzione scelta.
Un LeBron diverso: meno tiri, più equilibrio. James ha spiegato così la sua scelta: «Se questo beneficia gli altri, beneficia la squadra. La squadra è la cosa più importante. Tutti sono felici quando vinciamo. Quindi sì, è un sacrificio. So di cosa sono ancora capace individualmente, ma mi adatterò a ciò che conta di più per la squadra. E questo è tutto ciò che conta. La vittoria è l’unica cosa che conta.» All’intervallo aveva solo 3 punti con 1/5 al tiro, ma nella ripresa ha trovato un ruolo più bilanciato, toccando più palloni senza togliere iniziativa a Doncic e Reaves. Il suo Usage (rilevazione statistica di quanta parte delle azioni offensive di una squadra passa dalle mani di un giocatore quando è in campo, ndr). è sceso al 21.8%, ben sotto la media stagionale, segno di una volontà precisa di lasciare la regia offensiva ai due compagni più in ritmo.
Una nuova dimensione tattica per i Lakers? Nella seconda metà LeBron si è distinto soprattutto in transizione e in un ruolo più interno, con blocchi decisivi per Reaves e interventi importanti nella protezione del ferro nei minuti finali. La squadra ha mostrato una versione “small” in cui James ha saputo adattarsi, dando solidità e presenza nella zona pitturata. Nel frattempo, la gestione delle rotazioni ha visto Doncic restare sempre in campo quando LeBron era seduto, una scelta che ha garantito continuità offensiva e fluidità nel gioco. James ha poi riconosciuto il valore dei due protagonisti della serata: «AR e Luka sono stati magici e hanno portato molto dinamismo in attacco. Tutte le partite contano e il modo in cui le affronti conta allo stesso modo. Siamo a metà marzo, i playoff sono tra un mese, quindi ora deve essere così.»