Brivido finale: i Blazers sfuggono al “furto” dei Rockets per un decimo di secondo
Il primo round tra Blazers e Rockets, con la rivincita già fissata a calendario per venerdì, parte subito con la voglia di essere qualcosa di più di una semplice gara di regular season. Houston deve fare a meno di Alperen Sengun e allora è Kevin Durant a prendersi il primo tiro della serata, un classico jumper dalla media che apre il tabellino e sembra annunciare l’ennesima notte da protagonista. Ma la prima vera scossa arriva in difesa, quando Steven Adams stoppa con autorità Sidy Cissoko, imponendo fisicità sotto il ferro. Dall’altra parte, il Moda Center si accende per Deni Avdija: l’israeliano segna gli otto primi punti di Portland, attacca il ferro, si prende responsabilità e viene seguito da Donovan Clingan, che firma il sorpasso sull’11-8. Per lunghi minuti le due squadre si scambiano colpi senza che nessuna riesca a scappare davvero, fino al momento in cui Yang Hansen, uno dei volti nuovi più curiosi del roster Blazers, infila la sua quarta tripla stagionale per il 25-21 di fine primo quarto, tra gli applausi di un pubblico che sente di avere tra le mani una squadra diversa, più coraggiosa e meno prevedibile.
Il secondo periodo si apre con Yang che prova a ripetersi dall’arco, ma stavolta è ancora Adams a metterci la mano, stoppando il tentativo. La partita resta in equilibrio fino a 2' prima dell’intervallo, quando Portland decide di alzare il volume: Caleb Love alza un alley-oop perfetto per Donovan Clingan, che schiaccia con autorità, poi Shaedon Sharpe legge una linea di passaggio, ruba palla direttamente dalle mani di Durant e va a chiudere in contropiede con fallo subito, completando un “and one” che incendia il Moda Center. Poco dopo arriva anche la seconda tripla di Clingan, che allarga il campo e costringe Houston a rivedere le proprie coperture, mentre due liberi di Durant prima della sirena limitano i danni ma non cambiano la sostanza: 57-47 Blazers all’intervallo. Dopo la pausa, i Rockets provano subito a rientrare: Amen Thompson attacca il corpo di Toumani Camara, trova il contatto, segna e completa il gioco da tre punti che riporta Houston a un solo possesso di distanza. Ma ogni volta che i texani sembrano pronti a rimettere il naso avanti, è ancora Avdija a rispondere: dopo quattro errori dall’arco, trova finalmente la prima tripla della sua partita, poi un canestro in area che lo porta a quota 30 e, sulla sirena del terzo quarto, un jumper dalla media che fissa l’81-75.
L’ultimo quarto è una lunga partita a scacchi giocata sul filo dei dettagli, con i Rockets che continuano a bussare alla porta ma non riescono mai davvero a sfondarla. Houston trova l’ennesima parità, ma non il sorpasso: Sharpe e Toumani Camara rispondono con due triple che ricacciano indietro gli ospiti, mentre Avdija continua a colpire nei momenti che contano. A due minuti dalla fine, l’israeliano firma un altro 2+1 che sembra poter chiudere i conti, ma Durant non è tipo da alzare bandiera bianca: cinque punti consecutivi riportano il punteggio sul 101-99 e rimettono la pressione tutta sulle spalle dei Blazers. Avdija aggiunge ancora un canestro, KD replica dalla lunetta a cinque secondi dal termine e riporta Houston a un solo punto di distanza, aprendo la porta a un finale da film. Sulla rimessa, Sharpe sbaglia tutto e regala ai Rockets l’ultima cartuccia: il pallone finisce nelle mani di Durant, che si costruisce un tiro dalla media contro la coppia Avdija–Rayan Rupert, ma la conclusione è corta. Tari Eason si avventa sul rimbalzo e appoggia al tabellone proprio mentre suona la sirena: Houston esulta, il Moda Center ammutolisce. Poi arriva il verdetto del replay: il pallone è ancora nella mano di Eason al momento del buzzer, canestro annullato, 103-102 Blazers e un sospiro di sollievo che attraversa tutto il palazzetto. Una vittoria sul filo dei decimi di secondo, che rende ancora più elettrica l’attesa per la rivincita di venerdì.