Lega A Playoff - Cosa può migliorare l'Olimpia Milano per la gara 2 di stasera

31.05.2019 00:03 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Lega A Playoff - Cosa può migliorare l'Olimpia Milano per la gara 2 di stasera

Ci sono tanti particolari che l’Olimpia può e deve migliorare in gara 2. Il 43% da tre è promettente, ma Sassari riempiendo l’area ha scelto di concedere tiri aperti a Milano, di speculare sugli errori, tanto che molte conclusioni comode non sono andate a bersaglio e avrebbero potuto ribaltare il risultato. Sassari ha riempito l’area di uomini, nel tentativo di eliminare le schiacciate di Kaleb Tarczewski o costringere i giocatori di Milano a tirare nel traffico, mulinando le braccia e rendendo complicata ogni conclusione. Ovviamente, è subentrato nervosismo perché tanti contatti non sono stati chiamati e oltre a generare errori e nervosismo  (vedi il tecnico a Nunnally) hanno esposto il fianco biancorosso al contropiede avversario. Ci sono state cifre strane ad accompagnare gara 1: il 4/16 da due del primo tempo, lo 0/5 da due del secondo quarto (nel secondo tempo 13/24, molto meglio) e il numero inusualmente basso di tiri liberi eseguiti, considerata la scelta strategica dell’avversario. Appena sette in tutta la gara, ovvero il minimo stagionale in campionato, un terzo della media di tiri liberi eseguiti a partita in EuroLeague. Un dato troppo atipico per essere normale. Mike James, che naturalmente non è al top, ha segnato solo da fuori, mentre in penetrazione non ha ottenuto nulla: è il giocatore che ha guidato l’EuroLeague in tiri liberi segnati e tirati.

Tirare meglio da due, o almeno guadagnarsi i viaggi in lunetta: gara 2 comincia da qui. Poi è chiaro che l’equilibrio tra primo e secondo quintetto dovrà migliorare. Quattro dei primi cinque giocatori andati in campo mercoledì sera hanno completato la gara con plus/minus positivi, in modo eclatante: +12 Cinciarini, +11 Nunnally nonostante lo 0/7 da due, +10 Tarczewski e Brooks. Purtroppo Brooks – fisicamente il più adatto a marcare Rashawn Thomas – ha giocato solo 18 minuti. Il secondo fallo l’ha tolto di mezzo nel primo quarto, nel momento migliore della squadra; terzo e quarto sono arrivati nel corpo a corpo del terzo periodo quando Thomas ne aveva a sua volta tre. E’ stato uno snodo cruciale: il primo a commettere il quarto fallo sarebbe andato in panchina. Sfortunatamente, è toccato a Brooks.

La difesa può fare meglio, ma gli 86 punti di Sassari sono il minimo della squadra sarda nella striscia di 13 vittorie di fila in campionato. Milano ha neutralizzato alcuni avversari, è stata scoperta su Thomas e letteralmente incenerita dalla prova di Stefano Gentile, al record carriera, la partita della vita, coerente con il suo rendimento in questi playoff. Ma sono i suoi lay-up e i punti concessi in contropiede che si possono evitare. Per questo è decisivo tirare meglio e andare di più in lunetta anche per costringere l’avversario ad attaccare la difesa schierata. Da segnalare che i 13 rimbalzi di Kaleb Tarczewski in gara 1 sono record personale nei playoff e che Andrea Cinciarini è ad un assist dai 300 in carriera nei playoff e dai 400 in assoluto in maglia Olimpia.

CHI SONO GLI ARBITRI

Gara 2 sarà arbitrata da Roberto Begnis, Gianluca Sardella e Gabriele Bettini. Dei tre solo Sardella ha già arbitrato l’Olimpia in questi playoff, in gara 1 dei quarti di finale. Gli altri due hanno diretto altre gare, con Begnis che è stato l’arbitro di gara 5 tra Venezia e Trento nei quarti di finale.

LA STORIA DELLA SERIE

Gara 1, Olimpia-Sassari 79-86: l’Olimpia parte meglio, ma non riesce a guadagnare un vantaggio consistente, perché sbaglia troppo al tiro. Il secondo quarto è favorevole a Sassari che piazza un 13-0 che la porta avanti di 11. Milano risponde nel terzo periodo, va avanti anche di tre, ma è senza Jeff Brooks per problemi di falli. A cavallo dei due periodi, esplode Stefano Gentile che finisce con 26 punti in 24 minuti. L’Olimpia resta agganciata alla partita, ma si smarrisce nel finale quando le opportunità di rifarsi sotto vengono frustrate dagli errori al tiro a dispetto delle 13 triple messe a segno.