Cantù: dopo la Virtus Bologna, è il momento di giocarsela davvero

18.01.2021 05:00 di Paolo Corio Twitter:    Vedi letture
Cantù: dopo la Virtus Bologna, è il momento di giocarsela davvero
© foto di pallacanestrocantu.com

Grande tifoso dell’Arsenal, sul finale del match perso da Cantù contro la Virtus Bologna il londinese Bigby-Williams approfitta di una pausa di gioco per sfoderare  una serie di palleggi con i piedi da vero bomber. Ma la buona notizia per i brianzoli è che il centro della nazionale inglese dimostra finalmente di saperci fare anche con le mani: 21 punti e 11 rimbalzi, e contro un pacchetto di lunghi come quello della Segafredo, sono infatti il segnale che si sta sempre di più integrando nei meccanismi di squadra e, soprattutto, che i compagni iniziano a cercarlo come meritano i suoi chili e centimetri. 

Qualcuno potrebbe obiettare che dall’altra parte se ne contano 25 di Gamble, ma l’impressione è che la squadra di coach Djordjevic sia molta impegnata nelle esercitazioni per attaccare l’Olimpia Milano in un futuro prossimo (leggasi Final 8) laddove pare un poco più vulnerabile, ovvero nel colorato. In altre parole, le attenzioni di Teodosic e Markovic (21 assist in due su 30 totali) paiono in questo periodo rivolte anche e soprattutto a servire i loro lunghi e in un tale contesto la prova di Bigby-Williams è da leggere in chiave positiva in termini assoluti. Così come quella di Gaines, che non ha percentuali eccellenti (6/15 dal campo), ma che con i suoi 24 punti, 2 assist e diversi minuti di buona difesa su Belinelli (6 punti, con 3/10 al tiro) consente a Cantù di uscire a testa alta dalla sfida contro le "V nere" e dimostra che l’Acqua San Bernardo non ha sbagliato a (ri)puntare su di lui per alzare il potenziale offensivo.

Contro quella che per roster va considerata la seconda forza del Campionato risulta incoraggiante anche la prova di Jaime Smith: 19 punti (anche se a sua volta con un non brillante 5/13 al tiro), 4 assist e una regia più salda rispetto alle ultime uscite, a dispetto di 5 palle perse. Peccato che offensivamente manchino questa volta tutti gli altri (eccezion fatta per Thomas, che risponde con 8 punti, 5 rimbalzi e 4 assist al ritorno sul parquet per sostituire l’indisposto Leunen), altrimenti Cantù potrebbe forse giocarsela fino alla fine e non solo per tre quarti abbondanti di partita. Ma la verità è che l’obiettivo per la squadra di coach Pancotto, uscita onorevolmente dalla doppia sfida “impossibile” contro Sassari e Virtus Bologna, dev’essere ora quello di conservare intensità e atteggiamento mentale per andare invece davvero a giocarsela a Pesaro (e poi, Covid permettendo, fare lo stesso in casa contro Varese in un derby decisivo in chiave salvezza).

Per quanto la squadra di coach Repesa sia la vera rivelazione del torneo, per di più galvanizzata dal ritorno alle Final 8 di Coppa Italia dopo nove anni, l’Acqua San Bernardo vista nel secondo tempo di Sassari e per lungo tempo contro la Virtus ha infatti le carte in regola per cercare di dire la sua alla Vitrifrigo Arena. Con un’incognita però su quali pescare dal mazzo: con il rientro di Leunen, infatti, Pancotto dovrà infatti ancora una volta scegliere quale “rookie” sacrificare. A determinare la decisione saranno ovviamente gli allenamenti della settimana entrante, ma il referto del match contro la Segafredo - unito all’arrivo di Gaines - fa inevitabilmente sorgere una domanda: a quest’Acqua San Bernardo serve di più la presenza difensiva e anche a rimbalzo di Thomas o la mano dal perimetro di Jazz Johnson, reduce da un altro insufficiente “spara-spara” da 1/8 proprio come contro la Fortitudo? A meno che il coach non abbia già in mente anche altri possibili assetti, visti i 7 minuti scarsi (con zero punti, ma non senza l’immancabile stoppata) concessi a Kennedy contro la Virtus… (Paolo Corio)