Vanoli Braga Cremona, urCa(ja) che batosta!

07.02.2012 00:42 di  Andrea Fontana   vedi letture
Coach Attilio Caja e Marko Tusek; molte delle chances salvezza passano da loro.
Coach Attilio Caja e Marko Tusek; molte delle chances salvezza passano da loro.
© foto di Foto Rastelli

Il giorno dopo l'ennesima batosta rimediata, in casa Vanoli Braga Cremona ci si lecca le ferite e ci si interroga sul futuro, che si profila ben più tetro di questa agghiacciante (nel vero senso della parola, e parliamo di temperatura) settimana.
Per la seconda volta nel giro di 15 giorni Milic e soci sono stati rullati lontano dal PalaRadi (non che in casa le cose vadano molto diversamente), dando l'impressione di una pochezza tecnica e tattica con pochi eguali nella storia del sodalizio soresin-cremonese (qualcuno in settimana azzardò un paragone con la scellerata squadra post finale di Montecatini, quella con Trevisan-Barbieri: a conti fatti quella squadra era costruita con l'intento di vincere il campionato e si ritrovò a fare i playout; quella odierna tutto sommato sta dove ci si aspettava sarebbe stata a questo punto della stagione; paragone quindi che non regge); e adesso che pure la LegaBasket se n'è accorta, la classifica è impietosa e inquietante: ultimi, senza se e senza ma. Pari in tutto con Casale Monferrato (punti in classifica, risultato degli scontri diretti, punti fatti e subiti nei due match), ma con un bel -127 nel quoziente canestri (i piemontesi si fermano a un più tranquillo -54) che fa tutta la differenza di questo mondo.
Mai, in due stagioni e mezza di massima serie, la Vanoli Braga Cremona era stata ultima e virtualmente retrocessa in LegaDue. Segnali, non verdetti (e ci mancherebbe, con ancora 13 partite da giocare) ma che dovrebbero far riflettere. Al netto di tutte le sfighe (non molte in realtà), della notte da leoni di Roderick nel dopo Cantù (ma che qualcuno sostiene abbia tolto un bel po' di castagne dal fuoco alla Vanoli, che ha potuto così uscire dal contratto con l'ex Rimini senza rimetterci troppo), dei problemi fisici di Marko Tusek, il bilancio della versione 2.0 di coach Attilio Caja a Cremona è negativo, poche storie; segno che probabilmente la minestra riscaldata non è mai la migliore e che forse si potevano percorrere altre strade.
Tomo Mahoric fu mandato via dopo il non invidiabile record di 1 vinta e 4 perse (pari a 0,20 di coefficiente) e soprattutto un paio di scelte di mercato (Thomas e Bavcic su tutte, ma anche il tesseramento di un mese di Kuzminskas che griderà vendetta per chissà quanti anni ancora a venire) cannate alla grande. L'Artiglio ha numeri leggermente migliori (4 vinte e 10 perse, che significano il 28.5% di vittorie) ma è sotto accusa per due acquisti (Roderick e Tusek, che a sua volta ha sostituito Kakiouzis, che invece ai più era sembrata una buona presa) anch'essi sbagliati.
In mezzo a tutto questo tourbillon di giocatori che vanno e vengono (mai si era raggiunto il limite massimo di tesseramenti possibili, e anche questo è un piccolo record, che curiosamente è stato infranto nell'anno in cui si è economicamente più in difficoltà e in cui ci sono meno risorse), non è però cambiato il peccato originale, di una squadra costruita male, senza ali piccole e centri di ruolo, con giocatori costretti ad uscire dallo spartito (Milic non è un 5; Tabu e Perkovic sono due buoni cambi; Lighty non è un 3 e né tanto meno un 4) e ad esporsi a figuracce come quella appena rimediata al PalaSerradimigni.
Tutto male, tutto sbagliato, tutto da rifare? Probabilmente si, ma la realtà è che a questo punto della stagione sarebbe un peccato mortale concentrarsi sulle cause dei problemi (quelle, al massimo, andranno ricercato a bocce ferme) perdendo di vista il vero obiettivo, cioè la loro risoluzione.
Casale Monferrato, che proprio sette giorni orsono si era improvvisamente risvegliata sana e salva dopo l'incredibile scalpo del PalaRadi, è ripiombata nelle normalità, perdendo sabato una gara praticamente già vinta, che ha portato coach Crespi a dare le dimissioni dopo 6 stagioni che hanno segnato, nel bene e nel male, la storia del sodalizio piemontese, sostituito dal vice Andrea Valentini (ah ma allora c'è qualcuno che dà fiducia ai vice allenatori).
La Vanoli Braga dovrà adesso necessariamente approfittare dei regali che le vengono continuamente elargiti, a partire da sabato prossimo, quando per la prima volta in stagione nell'anticipo tv delle 16:10 riceverà la visita della Canadian Solar Bologna. Vincere non è più rimandabile, magari approfittando della settimana in più di allenamenti di Jason Rich, che speriamo perfezioni l'intesa difensiva con i suoi nuovi compagni (il talento offensivo c'è, e Giasone nostro l'ha già fatto ampiamente vedere a Sassari).
Se non è ultima spiaggia poco ci manca, per cui prendiamo paletta e secchiello e prepariamoci a costruire e difendere il nostro fortino, tutti assieme: la Vanoli Braga Cremona, e noi con lei, vuole rimanere in serie A.