La grinta del Gallo: "Non vedo l'ora di tornare più forte di prima"

Danilo Gallinari parla per la prima volta dopo l'infortunio del 5 aprile avvenuto contro Dallas che lo costringerà a saltare la convocazione azzurra per gli Europei di settembre in Slovenia
Danilo Gallinari
Danilo Gallinari

(STEFANO MIELE) - Non sarà certo un mese di aprile da ricordare positivamente quello che sta passando per il campionato Nba costretto a perdere a distanza di pochi giorni due pezzi pregiati come Danilo Gallinari e Kobe Bryant, due giocatori che senza dubbio avrebbero regalato classe e spettacolo durante i playoff. Una brutta tegola caduta sulle teste di Denver Nuggets e Los Angeles Lakers. Se Kobe è stato fermato dalla rottura di un tendine d’Achile, per Danilo lo stop è dovuto alla rottura del crociato del ginocchio sinistro durante una partita contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki proprio in una penetrazione a canestro contro il gigante tedesco. Per il Gallo si parla di uno stop che potrebbe tenerlo lontano dal parquet dai quattro ai sei mesi.
 

Allora Danilo, quale è l’esatto quadro clinico del tuo ginocchio?
“Mi hanno confermato la rottura del crociato del ginocchio sinistro. Adesso sono in attesa di essere operato. Credo che l’intervento avverrà fra una decina di giorni, ma ancora non so dove sarà effettuato”.
 

Questo è il tuo quarto infortunio di una certa gravità. Uno è avvenuto in Italia e tre da quando giochi negli States. Questa maggior frequenza americana potrebbe essere da ricercare nel fatto che la stagione Nba è più lunga e massacrante rispetto al campionato italiano?
“Beh, questa potrebbe essere una delle cause, anche se non penso certo che posso essere l’unica. Di certo, tra partite e spostamenti, il fisico è sottoposto ad uno stress maggiore”.
 

Un paio di settimane Franco Curioni, presidente dell’Assigeco Casalpusterlengo, società nella quale a 16 anni hai mosso i tuoi primi passi nel basket  in B Eccellenza, ti ha messo a disposizione le strutture del Campus per un’eventuale convalescenza post operatoria in Italia.
“Ringrazio tantissimo il presidente Curioni per il suo affetto e per la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti. Però, non sapendo ancora dove mi opererò è difficile per me adesso dare delle risposte che non dipendono solo da me, ma anche dai medici e dai Denver Nuggets”.
 

Questo infortunio molto probabilmente non ti consentirà di rispondere alla chiamata in Nazionale in vista degli Europei in programma a settembre in Slovenia.
“Già, e mi dispiace molto perché alla maglia azzurra tengo parecchio. Purtroppo mi dovrò accontentare di seguire i miei compagni attraverso televisione e giornali facendo il tifo per loro”.
 

In questi giorni stai ricevendo tanti attestati di affetto e stima da addetti ai lavori e tifosi.
“L’affetto che ho ricevuto è stato incredibile e mi sta aiutando tantissimo in questo delicato periodo di stop forzato”.
 

Sei in America ormai da sei anni. Quanto e cosa ti manca dell’Italia?
“Senza dubbio la mia famiglia e gli amici”.
 

Secondo te sarà mai colmabile il gap tecnico e di mentalità che esiste tra il basket Nba e quello italiano ed europeo?
“Qui c’è una mentalità diversa, così come diversa è l’organizzazione. Però non penso che si possa parlare di gap tecnico, piuttosto parlerei di forte gap dal punto di vista fisico”.
 

Quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato fra due mondi sportivi così diversi?
“In America ci sono degli atleti incredibili che in Europa si fa fatica a trovare. Inoltre la cultura e la mentalità americane fanno sì che l’approccio alla pallacanestro sia molto diverso rispetto a quello italiano ed europeo”.
 

Subire un infortunio è sempre un brutto momento per un campione. Il fatto di essere un figlio d’arte (il padre è Vittorio Gallinari, una delle colonne della Milano allenata da Dan Peterson, n.d.r.) ti aiuta?
“No. Mi aiuta il fatto di essere figlio di Vittorio e Marilisa perché loro mi sostengono tanto specie dal punto di vista psicologico”.
 

Se dovessi mandare un messaggio ai tuoi tifosi cosa ti sentiresti di dirgli?
“Gli direi che sono pronto per l’operazione e che non vedo l’ora di mettermi a lavorare in palestra per tornare più forte di prima”.

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Redazione Pianetabasket.com
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