Toronto, la free agency di Mamukelashvili entra nel radar dei Celtics
A volte il mercato NBA si muove in silenzio, altre volte basta un dettaglio per aprire uno spiraglio. A Boston, quel dettaglio ha il volto di Sandro Mamukelashvili, reduce dalla miglior stagione della sua carriera e improvvisamente al centro di un incrocio che potrebbe portarlo dritto verso i Celtics.
Il nodo è semplice: i Toronto Raptors potrebbero non voler superare la soglia della luxury tax, e questo rende più complicato trattenere un giocatore che ha appena firmato i suoi massimi in punti, rimbalzi e percentuali dal campo, con 11.2 punti, 4.9 rimbalzi e il 52.3% al tiro in 80 partite.
Secondo quanto riportato, Mamukelashvili è pronto a declinare la player option da 2.8 milioni per testare la free agency, come spiegato da Michael Scotto: «Il lungo dei Raptors sta arrivando dalla miglior stagione della sua carriera nel momento più opportuno». E ancora: «Il ventisettenne dovrebbe rifiutare la sua player option da 2.80 milioni di dollari e ottenere un aumento significativo come unrestricted free agent quest’estate…».
La questione economica è il cuore della storia. C’è la convinzione che Mamukelashvili possa arrivare a chiedere l’intera mid-level exception non-taxpayer, o comunque una parte sostanziosa, cifra che potrebbe risultare troppo alta per Toronto se l’obiettivo è restare sotto la luxury tax.
Boston, invece, quella MLE da 15 milioni ce l’ha e potrebbe usarla proprio per colmare il vuoto nel reparto lunghi. Il profilo di Mamu si incastra bene: un lungo capace di aprire il campo, tiratore affidabile da tre negli ultimi due anni, con il 38.9% su 3.7 tentativi in questa stagione e il 37.3% in quella precedente.
Joe Mazzulla potrebbe utilizzarlo come stretch four o come small‑ball five, a seconda delle necessità, aggiungendo un elemento diverso rispetto a Neemias Queta e Luka Garza. E non è un dettaglio da poco che Mamukelashvili abbia giocato molto bene proprio contro Boston: 15.8 punti, 6.3 rimbalzi e 1.5 assist di media nelle quattro sfide stagionali, con percentuali irreali, 64.9% dal campo e 56.3% da tre.
C’è anche un altro aspetto che a Boston non passa inosservato: la capacità di chiudere al ferro. Mamu ha firmato 47 schiacciate nell’ultima stagione, numero che lo avrebbe messo al secondo posto nel roster dei Celtics, dietro solo a Queta.
Il quadro è chiaro: se Toronto vuole evitare la luxury tax, Boston ha la forza economica per inserirsi. E per una squadra che cerca profondità nel frontcourt, Mamukelashvili rappresenta un’opportunità concreta.
Il mercato, però, è fatto di attese e incastri. I Celtics hanno margine, i Raptors hanno dubbi, e Mamu ha appena completato la stagione perfetta per presentarsi al tavolo delle offerte.