Angelico, i timori di un patron ferito dalla contestazione

Il presidente rossoblu ":"Voglio andare avanti, da solo non riesco e non sarà facile: la contestazione ha ferito tutti"
Fonte: La Stampa (Biella)
Massimo Angelico
Massimo Angelico

BIELLA - Ferito, eppure con lo scudo pronto a combattere. Il giorno dopo la contestazione e l'ennesimo ko con Montegranaro il presidente Massimo Angelico cerca di rimettere assieme i cocci: «Non me lo aspettavo e ci sono rimasto male per quanto accaduto lunedì», però le sue parole sono decise: «Io voglio andare avanti». Ripartendo, a questo punto, dalla seconda serie, perché ormai è solo questione di tempo, è un'Angelico Biella condannata. Prima il presente: «I tifosi hanno esagerato - sostiene Angelico -, sono rimasto male perché con un episodio viene dimenticato tutto quanto si è fatto di buono, quelle scritte hanno cancellato 20 anni di storia». Durante la partita contro Montegranaro è stato a lungo in silenzio, con gli occhi sbarrati. Massimo Angelico verrà ricordato come il presidente diplomatico, nonostante da lui l'ambiente si immaginava talvolta prese di posizioni più forti: «Una retrocessione oggi è spiacevole, è una bocciatura - analizza -. Però non è la fine del mondo. Qualcosa è andato storto, abbiamo commesso degli errori, a partire dal sottoscritto. Però la gente ha la memoria corta». I cori verso il presidente sono stati tutti di incoraggiamento, nella presa di posizione i supporter lo hanno difeso e tutelato: «Ma sono triste per Marco Atripaldi e Matteo Soragna, gente che ha dato anima, cuore ed energie. I toni ironici ci possono anche stare, ma gli insulti e gli sputi verso chi ha combattuto in tante battaglie per questa maglia francamente no. Le ferite si curano, ma le cicatrici rimangono, i tifosi della curva sono sempre stati vicini alla società nei momenti difficili, c'è stata una rottura». Mentre la squadra dopo dodici anni consecutivi in serie A non riuscirà a portare la barca in porto, c'è una partita parallela. Ed è quella legata al futuro. A prescindere dalla categoria. Domani c'è in programma un consiglio di amministrazione, fissato da tempo, ma che dirà molto sull'avvenire: «Domani faremo il punto della situazione - rivela Angelico -, bisogna immaginare quale prospettiva dare alla società. Io mi auguro che ci sia un futuro, per questa città e per i nostri giovani. A titolo persone già annuncio che voglio andare avanti, però occorre prendere una decisione collegiale: come sapete non sono l'unico proprietario di questo club e da solo non posso farcela a sostenere il peso». Poi prova ad azzardare un possibile scenario: «Bisogna rilanciare con un progetto di più anni, è un ciclo che si interrompe ma che si può rilanciare, ad oggi il problema non è la serie A o la serie A2, la vera sfida è quella di continuare ad esistere e sappiamo che il momento è difficilissimo, non solo per la Pallacanestro Biella ma in tutta Italia». Se ci sarà l'eventualità di essere ripescati? «Ma ripescati per poi cosa fare? Con l'eventualità di stentare ad andare avanti - conclude Angelico -, o non riuscire a finire la prossima stagione non ha senso. Bisogna ripartire, consolidarci, costituire una nuova base solida, e credetemi queste parole le sto dicendo con il cuore in gola».

Stefano Zavagli

Redazione Pianetabasket.com
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