Alla scoperta di super Melli asso da Nba
Nicolò Melli è tornato. E Reggio Emilia è in corsa per salire in A. A 1? anni, tre stagioni dopo essere stato selezionato per il Jordan Classic, (quando conobbe Michael Jordan in persona), il figliolo di Julie Vollertsen - argento olimpico di volley con gli Usa nel 1984 - ha recuperato dalla rottura del legamento crociato che ne ha frenato la maturazione. Ora il 2,05 viaggia a 10,8 punti e 7,3 rimbalzi di media. E toma a sognare un futuro da protagonista.
Ci dica Melli, cosa passa per la testa di un ragazzo, durante un lungo periodo di stop? «Certo, è stata un'esperienza negativa. Ma tutto è andato bene. Ci ho messo del mio, però dopo 4 mesi ero già in campo. Mi sento bene. non ho più problemi, il ginocchio è diventato un indicatore del tempo. Ma ne sono uscito. Purtroppo subito dopo si è infortunato il mio fratellino, che ha 13 anni ed è più forte di me. I miei genitori ne sono usciti distrutti, però la sfortuna ci ha parecchio avvicinati. Prima c'era un po' di competizione tra noi. Adesso credo che mi veda come un riferimento».
Lei è già oggetto del desiderio di grandi club. Milano in prima fila. Eppoi ci sono sempre gli osservatori Nba.
«Premetto: non posso uscire io dal contratto. C'è una clausola, costosa, non è mia intenzione avvalermene. Bisogna anche valutare i programmi della società. Se propria dovessi andare, sceglierei soltanto un posto che mi offra la possibilità di giocare e crescere». Il ricordo di Jordan? «Un po' sbiadito, ma indelebile. Capita a pochi di conoscere il migliore di sempre, per di più il mio idolo. Ogni tanto guardo la foto, è ancora uno stimolo in più».
Nel frattempo continua a studiare.
«Devo affrontare la maturità classica, poi ci sarà l'università. Non mi sento ancora un professionista, anche se sono molto professionale nell'approccio al gioco, all'allenamento».
Facoltà scelta?
«Giurisprudenza, perché mi interessa la materia e può offrire sbocchi futuri. Inoltre non è richiesta la frequenza».
Aspettative con Reggio Emilia?
«In divenire, dipende da noi. L'obiettivo primario rimane la salvezza. Poi vedremo».
Lei è un giovane fuori dagli schemi o dagli stereotipi. Che ne pensa de gli italiani nel basket e delle quote garantite?
«Sono contrario a regole ferree, che obblighino i club a schierarci. Anche in LegAdue, dove gli italiani devono avere spazio, non è che ci siano tanti giovani. Io credo nella meritocrazia. Però penso che allenatori e club dovrebbero avere un altro approccio. Ci vorrebbe un po' di coraggio, non leggi».
Di recente ha vinto una partita con tiro libero allo scadere. Le era già successo?
«No. E' il sogno ma pure l'incubo di ogni giocatore. Avevo messo tiri decisivi o importanti nei finali in volata Questo è stato diverso».
Veniamo alla Nba. Un sogno già (e ancora) lontano?
«La Nba è un mondo che mi affascina, l'organizzazione è pazzesca. Poi abbiamo tre italiani che si sono imposti. Però preferisco il basket internazionale. Là certe partite mi annoiano. Mi è successo di addormentarmi al Madison Square Garden, 4-5 anni fa. Insomma, la Nba non è un sogno. Se ci arrivassi sarebbe semplicemente fantastico. Ma il mio primo obiettivo è giocare in Eurolega e magari diventare decisivo qui. Ecco, oltreoceano vorrei andarci come Gallinari, in un club che ha un progetto su di te. Non come Belinelli che il primo anno non ha giocato, il secondo poco, e ora va in altalena a Toronto».
Dovrebbe migliorare fisicamente e nei fondamentali. Ad esempio il tiro dalla distanza. Da tre viaggia col 14%. Poi la difesa sulle ali.
«Lo so, è un problema su cui lavoro. Non tiro ancora bene, ma questa percentuale non me la spiego. Poi voglio trasformarmi in un'ala piccola che talvolta può giocare da secondo lungo. Devo migliorare nella mobilità. Anche perché, peso 110 chili, i lunghi avversali mi possono spostare». Quest'estate c'è l'Europeo Under 20. Ci vanno un sacco di scout Nba. «Difficilmente ci sarò, ho la maturità e - perlomeno - non potrei affrontare la preparazione. Mi chiedo perché la Fiba scelga queste date, considerato a quest'età non sarò l'unico studente».
Interessi extrabasket?
«Davanti al pc ci sto il giusto, anche se papà non voleva regalarmi il portatile. Con la mia ragazza vado spesso al cinema. Poi amo leggere. Di recente ho visto Avatar. Un film che mi è piaciuto molto dell'ultimo anno è Gran Torino. Odio gli horror e i film sdolci nati alla Moccia. Letture preferite invece sono i noir e i libri di storia. Ora mi sto dedicando a Tango e gli altri, di Guerini e Macchiavelli, romanzo sui partigiani. Periodo storico che mi interessa parecchio».
Ecco, Nicolò Melli non è un ragazzo comune. Come non lo è il giocatore.
Piero Guerrini