Israele, la partita tra Maccabi Tel Aviv e Holon si giocherà senza spettatori
Ci sono occasioni in cui il basket sembra muoversi dentro un silenzio innaturale, un silenzio che non nasce dall’attesa ma dall’assenza. È quello che accompagnerà Maccabi Tel Aviv e Hapoel Holon nella sfida di questa sera, costrette a giocare alla Menora Mivtachim Arena senza pubblico, secondo le indicazioni del "comando israeliano del fronte interno". Una decisione che cambia l’atmosfera, svuota le tribune e amplifica ogni suono di campo, trasformando la partita in un’esperienza quasi sospesa. La lega ha spiegato che «la Winner League continua a operare in pieno coordinamento con tutti i soggetti rilevanti per permettere lo svolgimento delle partite in modo sicuro e responsabile», aggiungendo: «Ringraziamo gli uomini e le donne delle forze di sicurezza e tutti i soggetti coinvolti per la collaborazione, la professionalità e l’impegno». E' diretta conseguenza della sospensione della partita fra Hapoel Tel Aviv e Hapoel Jerusalem di ieri sera, 7 giugno, a causa di una attacco missilistico dovuto alla guerra in corso con l'Iran.
Il Maccabi arriva alla gara dopo aver superato con relativa facilità Be’er Sheva/Dimona nei quarti di finale, ma con due situazioni opposte all’interno del roster. Da un lato c’è la possibilità concreta di rivedere in campo Jimmy Clark, fermo da quattro partite per un infortunio tra anca e coscia: il giocatore ha detto ai compagni e allo staff di «sentirsi bene e di essere pronto a tornare» . Dall’altro, la quasi certezza di perdere Gur Lavi fino al termine della stagione, a causa dei persistenti dolori e gonfiori al ginocchio operato tre mesi e mezzo fa, che non gli permettono una normale routine di allenamenti e partite.
Holon, invece, si presenta nella condizione ideale: roster al completo, energia alta, determinazione evidente. Dal club spiegano che «tutti sono molto determinati a giocare e a vincere. Tutti sono in delirio» e che «i giocatori stranieri non vedono l’ora di iniziare la serie e sono felici di essere arrivati a questo punto» . L’obiettivo è chiaro: non permettere al Maccabi di sentirsi al sicuro nemmeno nel proprio palazzetto, anche se vuoto, e provare a trasformare questa atmosfera surreale in un’occasione per sorprendere e ribaltare le gerarchie.