EuroLeague, a metà aprile si decide sull'espansione a 22 squadre: non esclusa una terza italiana?

29.03.2026 11:55 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
EuroLeague, a metà aprile si decide sull'espansione a 22 squadre: non esclusa una terza italiana?
© foto di Ciamillo

Chus Bueno, CEO di EuroLeague, ha rivelato a La Gazzetta dello Sport che a metà aprile ci sarà probabilmente una votazione circa la possibile espansione a 22 squadre con divisione in conference: "Stiamo parlando al nostro interno se ha senso cambiare o no il formato della competizione. Abbiamo visto l’impatto di una formula con girone all’italiana con 20 squadre in termini di viaggi e tante settimane con due partite. Ancora non abbiamo deciso di passare a due conference. Se si fa, è perché avremo almeno 22 squadre, altrimenti il numero di partite si riduce del 25-30%, che significherebbe rischiare minori introiti da diritti tv, e con 5-6 partite in casa in meno anche i club rischierebbero un contraccolpo su ticketing e sponsorizzazioni. Al momento stiamo esplorando entrambe le opzioni: continuare così per un altro anno o passare a due conference. Dobbiamo anche considerare tutte le ricadute della guerra e i problemi finanziari di alcune squadre, così come la valutazione di non espandersi a 22 per proteggere la qualità del prodotto: se si rischia che il prodotto peggiori e la situazione geopolitica non lo consiglia, non ha senso aumentare il numero di squadre. Avremo un board il 14 aprile e penso che allora avremo gli elementi per decidere". 

Parlando della possibilità di avere una terza italiana, Bueno dice: "Sono già in contatto con Trento, Venezia e Napoli, la gente mi contatta perché vogliono capire qual è il futuro di questa lega. Sono felice di condividere con loro cosa abbiamo nel nostro piano triennale. La risposta è molto semplice: perché no? Se ha senso, perché no? L'Italia è un grande paese, con molta tradizione basket e buoni partner: se ha senso, perché no?".

Sulla Virtus Bologna, che ha licenza triennale, Bueno chiude: "Non sono un grande fan del sistema con licenze A, B, C, di tre anni, di cinque… Penso sia confuso e che sia meglio fare una transizione che porterà la lega ad aumentare il proprio valore e i club ad avere più chiarezza sul proprio ruolo, su diritti e obblighi. Nell’ambito del nostro piano triennale, durante la prossima stagione vogliamo trasformare le 13 squadre con licenze temporanee in franchigie permanenti. E in parallelo inizieremo a esplorare un’espansione, parlando alle altre squadre interessate a diventare anche loro franchigie. Potranno farlo attraverso una fee di espansione, pagando qualcosa, ma stiamo anche preparando un business plan per questi club per reclutare risorse e rientrare prima possibile almeno della maggior parte dell’investimento. Abbiamo già squadre interessate a diventare franchigie e far parte di questa espansione. So che si è parlato di un valore di ingresso di 50-80 milioni… potrebbe essere qualcosa del genere: ancora non so il prezzo giusto ma garantirà la possibilità di diventare franchigie a tutti gli effetti con gli stessi diritti dei fondatori".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.