Una Brindisi senza verve affonda malamente in laguna

Serie A2
sabato, 28 marzo 2026 alle 23:42
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Una nota pagina Facebook ieri, nel commentare l’esonero di Dusko Ivanovic, ha scritto: “Sarebbe stata meno improbabile la notizia di Wembanyama che decide di andare a Brindisi per riportarla in A”. Probabilmente però neanche la stella dei San Antonio Spurs sarebbe sufficiente per far trovare gli attributi a una squadra che, ogni volta che deve dimostrare qualcosa in trasferta, cade fragorosamente e distrugge quanto di buono fatto nelle precedenti partite. La sconfitta per 86-70 a Mestre è senza dubbio la prestazione peggiore dell’anno di una Valtur Brindisi che per l’ennesima volta si scioglie come neve al sole e calpesta malamente tutte le possibilità che questo campionato le sta dando. Molti diranno che la causa di questa sconfitta è la stanchezza dovuta al turno infrasettimanale, ma quando la stessa storia si ripete più e più volte allora vuol dire che il problema non sono le gambe, ma la testa. Qualsiasi squadra, dopo la sconfitta di Pesaro e il primo posto nuovamente a portata di mano, sarebbe entrata in campo con il coltello tra i denti, con il solo obiettivo di vincere e asfaltare l’avversario con una sana dose di rabbia agonistica. Il risultato è stato 11 miseri punti nel primo quarto, percentuali al tiro da prefisso telefonico e una difesa con più buchi dei migliori scolapasta in commercio. Dopo un primo tempo del genere ci si sarebbe aspettati una ripresa all’arrembaggio, invece Brindisi è entrata in campo ancora più impaurita e compassata, prendendo subito il parziale che ha di fatto chiuso una partita mai in discussione. Alcune statistiche sono esemplificative per dimostrare quando la testa fosse da un’altra parte: 14/25 ai liberi, 36 rimbalzi concessi a una squadra priva del suo centro titolare, 50 punti segnati in tre quarti. Roba da CSI. Poi ci sono i singoli, con Francis che regala uno scintillante 2/9 al tiro, Copeland eroe a Cento e tornato a essere impalpabile se non per una fiammata nell’ultimo quarto a partita ampiamente persa, Vildera da 5 punti e 3 rimbalzi. Insomma un disastro su tutta la linea.
ENNESIMA OCCASIONE PERSA - Per l’ennesima volta il campionato aveva dato una possibilità a questa squadra e per l’ennesima volta Brindisi ha dimostrato di non volerla cogliere. Mestre è una squadra ben costruita e ben allenata, ma ben lontana dall’essere imbattibile. La dimostrazione l’ha data la settimana scorsa Pesaro che, priva di entrambi i lunghi, è venuta a vincere d’autorità dominando la partita. Se c’è una cosa che chiunque sa è che Mestre ha una stazza fisica di tutto rispetto e soprattutto non va fatta correre. Messaggio che evidentemente non è arrivato a Brindisi che ha concesso la transizione in ogni momento della partita e soprattutto ha lasciato ai veneti la totale gestione del ritmo partita, come dimostra il 10/19 da tre punti. Inoltre non ha praticamente mai messo il fisico e si è lasciata sovrastare in tutti gli aspetti del gioco e, da una squadra con Radonjic Esposito, Miani e Vildera è francamente inaccettabile. Anche coach Bucchi ha preso una decisione su cui si potrebbe discutere all’infinito, ovvero lanciare Fantoma in quintetto al posto di Radonjic. Di certo la decisione non ha però sortito alcun vantaggio.
SQUADRA SCOLLATA - A questo punto è lecito chiedersi se tutto vada bene nello spogliatoio. Perché le decisioni prese dagli americani sembrano indispettire il resto della squadra, piuttosto che tranquillizzarla, così come alcune uscite di Cinciarini nei confronti dei compagni. Questa domanda è atavica ed è anche poco facile dare una risposta. Da una parte la squadra in casa gioca divinamente, dimostra compattezza e segue i dettami del coach, ma in trasferta non appena qualcosa va male si disunisce e ognuno inizia a giocare per i fatti propri. La scelta della doppia guardia americana ha creato un grosso equivoco perché spesso e volentieri sembra che l'unico schema sia lasciare la palla a loro e sperare che inventino qualcosa uno contro tutti. Però l’isolamento del giocatore di maggior talento va costruito. Vanno cercati i cambi difensivi giusti, si deve mettere l’attaccante in condizione di attaccare la porzione di campo più adatta per trovare spazi e giocare l’1vs1, ma Brindisi tutto questo non lo fa. In molti si chiedono perché Francis continui a partire dalla panchina, ma se Bucchi rimane di questo avviso vuol dire che il giocatore non fa nulla per meritarlo e non dimostra il carisma necessario per conquistare quel posto. Quindi se la situazione è questa e comprensibilmente Bucchi lo vede come sesto uomo, ci si dovrebbe chiedere perché Francis fa ancora parte di questo roster e si continui sempre a regalare a tutti un americano.
CALENDARIO IN SALITA - A Brindisi restano cinque partite, tre in casa (Livorno, Fortitudo e Ruvo) e due in trasferta (Scafati e Pistoia). Le prossime tre saranno tutti scontri diretti. Prima Livorno, poi Scafati fuori e infine la Fortitudo in casa, insomma un trittico tremendo in cui la testa conterà più di tutto e, se la mentalità di Brindisi è quella dimostrata a Mestre, risulta davvero difficile fare pronostici positivi. Andare a vincere su un campo come Scafati sembra impossibile, così come contrastare la fisicità della Fortitudo e espugnare il campo di una Pistoia che deve assolutamente salvarsi; il che fa pensare che anche tenere il secondo posto potrebbe essere un’impresa ardua. Così come pare difficile che una squadra così fragile mentalmente possa affrontare i playoff, al di là del piazzamento finale, con quella durezza che bisogna avere per uscirne vincitori. Comunque vada, a Brindisi resterà sempre il rammarico di non aver ammazzato il campionato quando poteva e doveva. Un campionato senza infortuni nei momenti topici, cosa che sta penalizzando molto avversarie come Verona e Rimini. Un campionato che, data la qualità del roster poteva essere una cavalcata trionfale soprattutto vedendo a quanto stanno faticando le avversarie più quotate. Insomma a fine stagione, Brindisi rischierà di passare l’estate intera a rimuginare sui se e sui ma, nell’attesa di un’altra occasione che, dati i probabili e futuri sconvolgimenti dei campionati, potrebbe essere imperdonabile aver lasciato scappare via così.

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